A cura di Giovanna Paolino
Enrico Tresca , Enzo Battarra e Andrea Boccagna, candidati alle Primarie del Pd, hanno annunciato questa mattina la decisione di sospendere la loro disponibilita’ a partecipare alle consultazioni delle primarie che avrebbero dovuto svolgersi domenica prossima 6 marzo. ” Da oltre un anno – hanno detto – una linea di frattura attraversa il corpo del partito provinciale tra chi intende fare accordi e transazioni con gli ex di Forza Italia, come ad esempio nella vicenda Asi ripetuta nel COnsorzio Idrico e in molte esperienze amministrative, e chi tiene ferma la linea della legalita’ e della alternativa a quel mondo. Attualmente Caserta ha una Azienda Ospedaliera sciolta per infiltrazioni camorristiche,indagini dello stesso tenore pendenti sui vertici Asl e sui vertici comunali, il Comune in dissesto finanziario e commissariato. E’ percepibile in citta’ il disgusto della cittadinanza per una politica trasformista e utile a garantire il personale che la attua da ormai quattro lustri”.
Questo , dunque, il ” cuore ” dell’attacco a Carlo Marino formulato da Enrico Tresca , Enzo Battarra e Andrea Boccagna , formulato in un documento consegnato al Presidente Nazionale Pd Matteo Orfini, al Segretario Nazionale Pd Matteo Renzi, alla Segretaria Regionale Pd Assunta Tartaglione, alla Segretari Cittadina Pd Cira Napoletano, al Presidente Commissione Primarie Franco De Michele.
Questa la risposta di Carlo Marino che dichiara di rimettersi alla volonta’ del partito.
” Ormai si può ben dire che è diventata una categoria della politica. Mi riferisco a quella che Renzi un giorno definì “quelli che si portano via il pallone”.
E purtroppo ora si sta palesando anche qui a Caserta.
A una settimana dal voto, con argomenti davvero pretestuosi, forse proprio perché si va delineando un risultato chiaro, i miei avversarsi chiedono con una lettera ai vertici del Pd una non meglio definita sospensione della partita, per riunire un’assemblea che tra l’altro non ci sono i tempi tecnici per convocare.
Chiedono di fatto di annullare le primarie fissate, come in tutto Italia, il 6 marzo.
Mi sembra sinceramente un comportamento offensivo verso gli elettori casertani del Centrosinistra, una mancanza di rispetto e di fiducia verso i nostri elettori non in grado, secondo i firmatari, di scegliere con piena cognizione di causa.
Che dire?
Intanto saranno i destinatari della missiva, ovvero i rappresentanti locali e nazionali del Pd, che risponderanno prendendo le decisioni del caso. Io mi rimetterò alla volontà del Partito.
Quello che posso aggiungere a caldo, rileggendo la lunga missiva, riguarda invece lo spirito di cui è pervasa: minoritario, sospettoso, pessimista. Rievoca gli anni più tristi della sinistra perdente per vocazione.
Quella che per nostra fortuna non esiste più da quando Renzi ha cambiato le cose nel Pd e in Italia, aprendo la stagione delle riforme.
Che la destra sia in disfacimento e che le forze che facevano capo ad essa siamo alla ricerca di nuovi punti di riferimento, è un problema della destra e non della sinistra.
Se questo deve aprire il gioco al sospetto e alla corsa a chi è più di sinistra e più bravo nella lotta alla camorra, rischiamo di far del male a noi stessi e a Caserta.
Ci sono dei momenti in cui è importante tenere saldo il timone e non abbandonare la rotta. Questo è uno di quei momenti.
Io sono per il rispetto delle regole. Mi sembra che le richieste degli altri candidati arrivino fuori tempo massimo e abbiano il solo scopo di provare a ribaltare il risultato delle primarie.
Sarebbe davvero importante se domenica riuscissimo a svolgere le votazioni serenamente e nel rispetto di tutti. In ogni caso, e mi dispiace dirlo, si vada avanti.
Si deve andare avanti”.
Carlo Marino