CASERTA. ANTONIO ROCCOLANO DIRIGENTE REGIONALE FIADEL : ” BIODIGESTORE INDISPENSABILE PER LA NOSTRA CITTA”

CASERTA Dopo che i consiglieri comunali  di opposizione hanno deciso di attivare la procedura per un referendum popolare, la questione Biodigestore e’ tornata prepotentemente alla ribalta.

Sull’ argomento abbiamo ascoltato l’ opinione di un dirigente regionale della FIADEL  il sindacalista Antonio Roccolano che si occupa di igiene ambientale e di certo non si e’ fatto pregare per dire la sua :”Il Biodigestore–ha detto Roccolano – è una centrale per lo smaltimento dei rifiuti organici che vengono digeriti con il processo della digestione anaerobica ossia in assenza di ossigeno.

I rifiuti organici vengono miscelati con varie tipologie di batteri che degradano la frazione organica proveniente solo dalla raccolta differenziata la cosiddetta forsu…. Produce biogas in prevalenza formato da metano ch4 che verrà poi utilizzato per produrre energia elettrica quindi primo vantaggio che potrebbe ridurre la bolletta energetica del Paese ospitante.

Pubblicità

L ‘energia prodotta viene venduta direttamente all Enel, Inoltre continua Antonio Roccolana- il biodigrstore riduce la Co2 quindi i gas serra Nell ambiente ed inoltre col digestato prodotto lo si può usare come concime, quindi altri ricavi.

Ad oggi nn ci sono impianti in Campania sono quasi tutti saturi e lo smaltimento della frazione organica racconta dai comuni costa in media 170 euro a tonnellate quindi smaltirlo in casa oltre ad un risparmio notevole potrebbe portare uno sconto sulla tari per i cittadini inoltre c’è da tenere presente che a maruzzella c’è già un impianto di compostaggio quasi completo che potrebbe sopperire a tutto il fabbisogno della provincia di caserta ma che è bloccato per via del vincolo paesaggistico della reggia di carditello.

Ovviamente l unico grande problema sarebbe l impatto odorigeno ma se gestito bene può essere ridotto al minimo con impianto deodorizzatore e con vari sistemi di abbattimenti odori inoltre potrebbe essere utile creare un avamposto dove fare entrare i mezzi che trasportano la frazione organica per evitare che sostando fuori l impianto producano maleodoranze ll biodigestore é tutto chiuso quindi se gestito bene anche nelle entrate è nelle uscite dei propri prodotti tutti gli impatti negativi possono sicuramente essere ridotti ai minimi”.

Pubblicità

Antonio Roccolano e’ apparso molto deciso anche quando gli abbiamo chiesto un opinione su chi oggi si oppone al Biodigestore  “e’ una Politica distante dalla realta’- ha detto il sindacalista che poi continua – le dinamiche regionali evidenziano un esigenza del territorio visto che le discariche sono quasi satire e questo porterebbe inevitabilmente arricchimento per l’ eco mafia. Ritengo che l’ approccio della Politica rispetto questa tematica deve essere realistico e senza demagogia.

Invito personalmente – conclude Roccolano – a visitare lo stir di Santa Maria C.V della Gisec dove l’ entita’ e’ di gran lunga superiore al Biodigestore e le male odoranze vengono abbattute con interventi di sanificazione.

Mi chiedo perche’ non viene istituita una commissione paritetica dove si potrebbe invitare un esperto di impiantistica che rassicurerebbe sulla funzionalita’ dei biodigestori di nuova generazione’.

Share Button
Pubblicità