di Giovanna Paolino e di Antonio De Falco
Standing ovation , questa sera, al Belvedere di San Leucio , per Massimo Ranieri che si e’ esibito nel cortile di Re Ferdinando nell’ambito della rassegna Sonare’, organizzata da Francesco Marzano , Vincenzo Moriello, Massimo Vecchione e Gianluca Di Pietro.
A benedire il successo della manifestazione il Sindaco Carlo Marino, accompagnato dalla moglie, il Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, ed il Presidente della Provincia di Caserta Angelo Di Costanzo.
Tra i presenti anche il Consigliere Comunale Emiliano Casale e la non eletta Giovanna Maietta, entrambi candidati alle scorse amministrative a sostegno di Carlo Marino con CD di Giovanni Zannini. A cantare con Massimo Ranieri anche Pietro Riello , coordinatore provinciale di Ncd, sostenitore , come gli altri, del Sindaco Marino, e Domenico Bovienzo Presidente della Pro Loco Baia Azzurra.
Particolarmente significativa la presenza, in prima fila , non solo di Carmine Antropoli e di Lucrezia Cicia, ma anche di Antonio Luserta e di Annalisa Ricciardelli, quest’ultima in odore di assessorato nella giunta targata Marino.
Nessuna traccia , invece, dei consiglieri comunali del centro-destra che non hanno preso parte all’evento.
Questa sera Massimo Ranieri ha letteralmente stregato gli oltre 2mila spettatori accorsi da ogni parte della regione Campania per assistere al suo spettacolo , ” Sogno o son desto ” scritto dallo stesso Massimo Ranieri e da Gualtiero Peirce.
Energia allo stato puro; entusiasmo che squarcia l’animo umano, un entusiasmo da eterno bambino con l’orgoglio dei suoi 65 anni; forza e determinazione che solo un grande uomo prima e un immenso artista poi, trasmette al pubblico coinvolgendolo in uno spettacolo che dir sublime è poco; divertimento, ma anche commozione si alternano in un avvilupparsi senza tregua fra tradizione ed innovazione, fra vecchi e nuovi miti come in un sentiero percorso non solo nello spazio, ma anche nel tempo.
Ancora una volta Massimo ha dato il meglio di se’ coinvolgendo completamente l’amato pubblico. Da grande istrione (“Quattro tavole in croce E qualche spettatore, chi sono lo vedrai”), canta recita, interpreta, gioca, ringrazia e vive il personaggio, come un eterno “guaglione”, ma con un’esperienza che pochi hanno e che è fatta di palco, grandi maestri in scena come Strehler , ad esempio, e sudore, non di troppa accademia.
Continua così il viaggio di questo grande artista, affettuoso, spettacolare e sorridente attraverso grandi canzoni, racconti particolari e colpi di teatro.
In questo nuovo recital Massimo Ranieri, autore e protagonista assoluto, si dedica agli uomini e alle donne cantati dalla musica di Raffaele Viviani e di Pino Daniele, a quelli portati in scena dal teatro di Eduardo De Filippo e Nino Taranto. Ranieri, con uno sguardo vivo e attento al presente, va oltre la tradizione per interpretare i brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali: da Domenico Modugno a Charles Aznavour a Pino Donaggio. E va a ripescare i grandi classici del suo repertorio, aprendo lo show con Vent’anni, passando per una delle canzoni più rock in Italia, Se bruciasse la città, fino a Perdere l’Amore e Rose Rosse. Ma questa volta ci regala anche
il Battisti di Io vivrò interpretata con una così grande intensità da essere un pezzo disperato di teatro, e le macchiette napoletane di di Murolo .
Ampio spazio, dunque, è dedicato alle sonorità della tradizione napoletana. Una cavalcata temporale e storica che tocca i capisaldi della musica partenopea. Dall’omaggio commosso al grande amico Pino Daniele con un’esecuzione molto sentita di “Je so’ pazzo”, al ricordo emozionato di Domenico Modugno con la canzone “ ‘Resta cu me”. Uno dei momenti più toccanti è stata certamente l’esecuzione di “‘O Marenariello”. Un testo antico, scritto a fine ‘800, che Ranieri restituisce con un’intimità che avvolge ed emoziona, mentre mima con il movimento delle braccia, ritmata e scandita per tutto il tempo della canzone, l’azione di tirar le reti. Una bellissima immagine.
Il tutto intervallato da brani che spaziano da Shakespeare a Seneca passando per Luigi Prezzolini , Aldo Palazzeschi, Carlo Goldoni, e per qualche ricordo personale, tratteggiato con grazia e nostalgia.
Verso il finale torna la tradizione più popolare della canzone napoletana con l’esecuzione della romantica “Anema e Core”, brano melodico degli anni ’50, e con le note trascinanti e piene di ritmo del brano “‘O Sarracino”. Non prima – però – di aver letteralmente scaldato gli animi con la struggente, e molto attesa, esecuzione del brano forse più apprezzato: “Perdere l’amore”, capolavoro in musica e parole sulla fine di un amore, entrato ormai a pieno titolo nell’elenco delle canzoni italiane più amate dal pubblico.
Insomma un vero e proprio viaggio fra lo spazio ed il tempo, dove Massimo Ranieri ha dimostrato di essere un eccellente cantante, attore e ballerino in un presente muro e ponte fra il passato ed il futuro.
Momenti di spassoso divertimento, arricchito da barzellette e battute, si sono alternati ad attimi di nostalgia e commozione che offriranno spunti di riflessione. Con lui, in scena, un’orchestra composta da: Max Rosati (chitarra), Andrea Pistilli (chitarra), Flavio Mazzocchi (pianoforte), Pierpaolo Ranieri (basso), Luca Trolli (batteria), Donato Sensini (fiati), Stefano Indino (fisarmonica), Alessandro Golini (violino).
Un successo annunciato che e’ andato oltre ogni aspettativa: questo il bilancio dell’evento targato Marzano-Moriello -Vecchione- Di Pietro che in modo evidente intendono riqualificare il turismo casertano con una serie di eventi artistici proposti nel Real Sito del Belvedere .
La platea inizialmente e’ stata silenziosa ed attenta ad ogni singola parola dell’artista, ma poi non ha resistito a cantare a squarciagola le più celebri canzoni interpretate da Massimo Ranieri che ha coinvolto il pubblico con la sua energia e con la passione che, ormai, solo pochi artisti possiedono.
Alla fine del recital l’unica persona veramente stremata era Antonio Luserta impegnato a recuperare la madre che , durante il concerto, aveva raggiunto Massimo Ranieri per accompagnarlo da vera fan nelle sue canzoni.
Forse , in quel momento, nella festosa folla del recital, alla ricerca della madre, il buon Luserta avra’ rimpianto la campagna elettorale di supporto al Sindaco Marino molto piu’ strategica e meno caotica di un concerto.
Ma tant’e’!!! In fondo, se bruciasse la citta’ , Carlo Marino lo cercherebbe ancora.