Compleanni e festeggiamenti privati sono ormai diventati il pretesto quotidiano per far esplodere batterie di fuochi d’artificio allo scoccare della mezzanotte, trasformando un momento di gioia in un atto di inciviltà e ostentazione che devasta la tranquillità di anziani, bambini, lavoratori e animali domestici. Oltre al disagio, l’esplosione abusiva di materiale pirotecnico in prossimità delle abitazioni rappresenta un concreto rischio per la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini. La legge parla chiaro: l’accensione di fuochi non è mai libera ed è regolata dal T.U.L.P.S., oltre ad essere punita dal Codice Penale per disturbo della quiete pubblica (Art. 659 C.P.) ed esplosioni pericolose (Art. 703 C.P.) con sanzioni che vanno dal sequestro del materiale fino a conseguenze penali. Tuttavia, il diffuso senso di impunità continua a far ritenere normale svegliare un intero quartiere nel cuore della notte. Non servono nuove ordinanze, ma l’applicazione rigorosa delle regole esistenti attraverso controlli tempestivi e sanzioni certe da parte delle forze dell’ordine, perché una città davvero civile non si misura dai botti che illuminano il cielo, ma dal rispetto e dalla sicurezza che sa garantire a ciascun residente. La quiete pubblica è un bene comune non negoziabile e chi la calpesta deve risponderne di fronte alla legge.