Il caso Paolo Sforza: come la denuncia sociale e politica diventa showbusiness

Rifarei tutto quello che ho fatto altre mille volte - ha dichiarato Paolo Sforza -  Sono sconvolto dalla mancanza di  sicurezza che esiste e persiste in molti luoghi pubblici del nostro Paese

Caserta. Oramai arriva dappertutto lasciando dietro di se’ una scia di accese polemiche, dibattiti social,  minacce di querele.

Stiamo parlando  di Paolo Sforza, che sul suo profilo Instagram si definisce “broker, influencer, consulente di moda e italian dandy”.  Un imprenditore  casertano, giunto alla ribalta dei media nazionali con impensabili azioni plateali  nelle quali si fondono, in un mix calibrato di rabbia e di  comicita’ la denuncia sociale e politica, da un lato,   e  lo showbusiness, dall’altro.

Paolo Sforza si e’ fatto conoscere all’opinione pubblica  nel mese di luglio 2019 , lanciandosi nella Fontana di Trevi. La prima volta, indossava un completo nero e una maschera in volto. La seconda volta , invece, vestito da Senatore dell’Antica Roma.  Alla base dell’iniziativa, l’intento di Paolo Sforza di sodalizzare con gli imprenditori stritolati dalla crisi.

Poi e’ arrivato un altro tuffo, quello nella fontana della Reggia di Caserta, dopo essere entrato con l’auto, senza alcuna autorizzazione,  nel parco del Museo Unesco, per dimostrare l’assenza di sicurezza anche dopo la morte del capo dell’Isis Al Baghdadi. “Ho dimostrato con un gioco come nella mia città potrebbe tranquillamente succedere una tragedia- aveva subito dichiarato – Meno male che sono un broker e non un terrorista o un male intenzionato. Vergogna Caserta!”.

Ma non è tutto.

Nel mese di novembre , Sforza si e’ reso protagonista di un’altra  performance presso l’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Casertafinalizzata a dimostrare che i soccorsi del nosocomio non sarebbero tempestivi. Arrivato al Pronto Soccorso a causa di un malore della madre, avrebbe iniziato a minacciare gli operatori e a lanciare in aria oggetti. A farlo arrabbiare, sarebbe stato il ritardo nell’arrivo di un’ambulanza che avrebbe dovuto trasportare la madre.Le agenzie di stampa hanno riferito che l’uomo avrebbe distrutto monitor e computer dell’Ospedale. E , se da un lato, il nosocomio ha inoltrato richiesta di risarcimento danni, Sforza ha replicato di avere provveduto a  riacquistare al legittimo proprietario l’unico oggetto che egli ha dichiarato di avere distrutto in quella occasione, cioe’ un cellulare.

Insomma, un malinteso, come nel caso della  diatriba  scoppiata con il Consigliere Regionale Francesco Borrelli che aveva annunciato querela dichiarando dalla sua pagina fb di essere stato minacciato dallo stesso Sforza. Ma,  anche in questo caso, e’ subentrato un chiarimento fra i due che ha sotterrato ogni ascia di guerra.

Nella serata di ieri, 9 novembre, un’altra denuncia di Paolo Sforza: l’imprenditore, con tanto di video correlato, ha segnalato lo stato di pericolo individuato nel centro commerciale Oviesse sito a Caserta in via G.M.Bosco  i cui ambienti, a causa di una perdita d’acqua derivante da una rottura di alcune tubature, si sono trasformati in un vero e proprio lago.

Rifarei  tutto quello che ho fatto altre mille volte- ” ha dichiarato Paolo Sforza –  “Sono sconvolto dalla mancanza di  sicurezza che esiste e persiste in molti luoghi pubblici del nostro Paese: il Governo dovrebbe ringraziarmi per quello che ho fatto”.  “Io potevo morire per la patria- ha concluso-   Portatemi a Roma e fatemi dare la medaglia d’oro perché sono un eroe. Ho sempre agito per  salvare tutti”.

Non importa quanti sono coloro che dileggiano le sue imprese e quanti invece lo seguono con entusiasmo: Paolo Sforza ha avuto l’intuizione di intraprendere la discutibile strada dell’azione mediatica e plateale tipica della nostra società decadente dando voce così, ad  angosce collettive e ad ansie sociali sempre più forti  e pressanti in un ‘epoca muta e sorda ad ogni istanza civile.

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