Il figlio di De Luca al centro del mirino dell’Antiriciclaggio

In seguito ad una serie di segnalazioni all’Antiriciclaggio di Bankitalia le società di Roberto De Luca, figlio del presidente De Luca, sono finite al centro del mirino.

A far scattare i dubbi sono stati non solo alcuni incassi e pagamenti, ma anche il fatto che condivideva con il padre e con il fratello Piero un conto corrente tramite il quale avrebbero effettuato una serie di compravendite immobiliari.

Inoltre, sembra che l’ex assessore del Comune di Salerno condivida al 50% con Carlo De Luca (che non risulta essere suo parente) tre società nella stessa sede legale: la Core finance srl, la Core finance società di revisione srl e la Core business sviluppo d’impresa srl.

La banca sta ora analizzando alcuni bonifici “a cifra tonda” che sarebbero stati invitati alla Core finance da parte di due imprese dello stesso gruppo: la Pagano e Ascolillo spa e la P & A public lighting spa (da poco costutuita e inattiva).

Ulteriori pagamenti verso la Core finance sarebbero partiti anche dalla Caab energia spa, controllata parzialmente da una società associabile al gruppo Pagano & Ascolillo.

Per ciò che concerne invece la Core business, il sospetto principale è incentrato sullo scambio di bonifici in entrata e in uscita con la società Project finance 4.0 srl di Giampiero Fortunato, un funzionario part time del Comune di Salerno.

L’obiettivo è di fare chiarezza sulla vicenda: infatti, pochi mesi prima, dai conti della Core business sarebbe partito un bonifico con causale saldo consulenza project financing Comune di Campagna“, mentre alcuni mesi dopo la Project finance avrebbe ricambiato con causale “pagamento fattura“.