La denuncia dei cittadini. Bomba ecologica in via Polvica a Cancello

In via Polvica nella frazione di Cancello Scalo, appartenente al comune  di San Felice a Cancello c’è una vera e propria bomba ecologica. Il punto di scarico dell’acquedotto del Serino e punto di arrivo delle poche acque del fiumiciattolo Carmignano, in cui il flusso di  acqua è ridotto rispetto al passato , è oramai ridotto ad una via di scolo di fogne abusive durante tutto il suo percorso, con conseguente  invasione di topi e aria irrespirabile per quanto è maleodorante. I cittadini denunciano questa condizione divenuta insostenibile: “Il comune è assente. Nessuna pulizia periodica del fossato di raccolta, coperto da anni in maniera temporale. L’ ASL di competenza ugualmente assente. Cosa devono fare i cittadini per proteggersi da eventuali malattie portate dall’invasione dei topi da fogna? Si chiede l’intervento immediato del comune sul sito in questione.”

E pensare che questo era un territorio ricco di acque e fertile. Oggi è una ferita aperta nel cuore di chi ama la propria terra e vive con comportamenti civili e responsabili.

Ortaggi, frutta e  canapa di queste terre erano tra i più famosi e ricercati d’Europa. Oggi dell’antico Clanio non restano che tre “ripe” ridotte a cloache a cielo aperto.

Lungo l’antico fiume campano, chiamato in epoca “storica” Clanio, fin dalla preistoria, richiamò sulle sue rive clan e tribù più diversi della Campania, favorì scambi e comunicazioni e rese fertile quella zona che i romani chiamarono in seguito FELIX. Dati la conformazione geologica e gli interventi dell’uomo questo corso d’acqua ebbe vita e corso sempre diversi. Nel periodo “storico” sorsero le antiche città di Acerra, Suessola, Abetella, Nola, Atella, Liternum. Prima della grande eruzione del Vesuvio di 4.000 anni fa le sorgenti del Clanio, si trovarono sul Monte Cancello, che sul suo lato meridionale nascevano le sorgenti di acque salmastre e sul sulfuree che davano vita ad un corso d’acqua chiamato LE MOFETE, che attraversava il bosco di Acerra. Mentre dall’ altro lato nasceva il ruscello RIULLO, anch’esso di acque minerali, che toccava l’antica SUESSOL A. proseguendo il loro percorso Le Mofete e il Riullo, nel luogo detto LA FORCINA, confluivano e si univano ad altri rivoli provenienti tra Nola ed Avella dando vita al CLANIO propriamente detto. “Il quale, correndo da sopra Acerra, passa nel bosco di Sant’Arcangelo… corre al mare alquanto lungi da LITERNO…”

Così alcuni storici ci raccontano la zona di cui vi stiamo parlando. Leggere questi passi che narrano di un territorio vivo, fertile, prolifico, e paragonarlo alle denunce dei residenti fa rabbrividire. Uno scenario apocalittico creato dalla mano umana prima e dalla sua stessa incuria poi hanno gettato in un degrado senza fine zone che per la loro conformazione geofisica e per il loro clima al mondo non hanno eguali. Un’amara considerazione a cui non ci si può che auspicare seguano azioni tempestive e decise per il bene di tutti.