L’avv. Arnaldo Gadola e Giuseppe Alviti leader associazione guardie particolari giurate contrari alla decisione dell’ASSIV che annuncia il via all’esame del disegno di legge per GPG all’estero

Il noto sindacalista napoletano Giuseppe Alviti e l’avv. penalista Arnaldo Gadola responsabile legale nazionale Agpg si soffermano sul fenomeno vigilanza privata dove i diritti umani elementri non vengono rispettati.

Infatti l’ASSIV e colleghi propongono invece di intervnire in Italia a favore dei lavoratori con grande soddisfazione, informa che la Commissione Affari Costituzionali della Camera avvierà questa settimana, la 26sima, l’esame della proposta di legge dell’ On. Lollobrigida recante disposizioni n materia di impiego delle guardie giurate all’estero per consentire la protezione degli assets italiani in Paesi stranieri da parte degli istituti di vigilanza italiani.

“Si tratta di un intervento normativo lungamente atteso dal comparto-sottolinea la dott.ssa Maria Cristina Urbano,  Presidente ASSIV, Associazione che rappresenta lavigilanza privata  e i servizi fiuduciari   in Confindustria, – capace di sviluppare un circolo virtuoso a beneficio delle aziende che potranno svolgere all’estero le attività di vigilanza  delle aziende che beneficieranno di servizi di sicurezza all’interno del sistema Paese”.

E’ appena  il caso di ricordare – prosegue Urbano – che le imprese italiane di vigilanza negli ultimi anni hanno affrontato un radicale ed impegnativo percorso, nel contesto innovativo quadro normativo nazionale, che ha consentito il raggiungimento di elevati standards qualitativi. Gli investimenti in strumenti, tecnologie e nella formazione del personale consentiranno , una volta che la legge sarà approvata, come ci auguriamo, agli istituti di vigilanza di farsi trovare pronti anche per affrontare e ulteriori sfide in termini di formazione ricerca competenze che i contesti operativi esteri richiedono. D’altronde è già obbligo di legge per le aziende italiane che operano all’estero (pari a circa il 60% del totale) garatire la sicurezza del proprio personale, specialemente in contesti a rischio medio-alto. Tali attività oggi appaltate esclusivamente ad aziende straniere, potranno essere affidate agli istituti di Vigilanza, che potranno ricorrere anche all’impiego di personale altamente qualifciato in uscita dalle forze armate.

Qualità dei servizi, ocucpazione, tutela delle informazioni sensibili delle nostre imprese, sicurzza dei lavoratori dalle aziende italiane all’estero e fiscalità generale per un settore, che secondo l’ONU, vale 250 milardi di dollari all’anno, tutti trarranno indiscutibili benefici dalla norma in discussione.

In rappresentanza dei principali istituti di vigilanza di vigilanza italiani, e degli oltre 40.000 dipendenti da questi impiegati, siamo grati all’on. Lollobrigida e a Fratelli d’Italia per aver voluto porre con  forza la materia all’ordine del giorno del Parlamento. E’ nostra intenzione – conclude Urbano – non far mancare ogni possibile sostegno a questa meritoria iniziativa, nell’auspicio che lo spirito della norma possa essere condiviso da tutte le forze politiche nell’interesse del paese”.