LITORALE DOMITIO. Effettuati prelievi per i controlli sulla qualità delle acque

Con i primi giorni del mese di giugno è partita l’estate del 2019 dopo una primavera piovosa e fredda, più simile ad un brutto autunno. Questa particolare situazione meteorologica ha inevitabilmente influenzato l’ambiente, incluso l’ecosistema marino. La temperatura superficiale delle acque costiere dalla fine del mese di maggio ad oggi ha subito, in molti casi, un aumento di cinque o sei gradi, passando da 21 – 22 gradi a 27 – 28 gradi. Questo brusco aumento delle temperature, determinato dal forte irraggiamento solare, è stato accentuato dalla presenza lungo costa di acqua a bassa salinità che galleggia sugli strati più profondi e più salati, ricca di solidi sospesi e di microalghe la cui crescita è favorita dal forte irraggiamento solare, dalla ricchezza di nutrienti e dall’aumento delle temperature.

Arpac, in particolare lungo il litorale domitio – flegreo, ha riscontrato questa situazione in seguito a indagini supplementari svolte lo scorso 17 giugno, mentre nei giorni 18 e 19 giugno sono stati effettuati i prelievi per i controlli sulla qualità delle acque di balneazione, così come previsto dal calendario delle attività; controlli, questi ultimi, che con i prelievi effettuati lo scorso 11 giugno completano il quadro dei controlli previsti per il mese di giugno lungo la costa della Provincia di Caserta. Ad oggi, i risultati delle analisi sui prelievi effettuati lungo la costa della Provincia di Caserta, dalla Foce del Garigliano fino alla sponda nord del Fiume Volturno hanno dato tutti esiti favorevoli, mentre i risultati per la parte a sud del Volturno saranno disponibili nel pomeriggio di domani.

Lungo la costa flegrea, nella Provincia di Napoli, sono stati registrati, a seguito dei prelievi effettuati il 17 giugno, due superamenti dei limiti nel Comune di Pozzuoli e, in particolare, nelle acque denominate “Stazione Marina di Licola” e “Collettore di Cuma”. Da più parti giungono segnalazioni relative a “mare sporco”, anomala colorazione dell’acqua, presenza di schiuma e di rifiuti galleggianti che hanno allarmato i bagnanti sulla salubrità delle acque.

Lo scopo della normativa vigente è proprio quello di garantire i bagnanti rispetto a un eventuale rischio sanitario e, dai dati ottenuti fino ad oggi, non si riscontrano in tal senso elementi che facciano pensare a particolari criticità, anche se è evidente il consistente sviluppo di microalghe in grado di conferire spesso alla massa d’acqua una colorazione non naturale, microalghe responsabili della formazione di schiume o bolle in superficie: tutti elementi che generano allarme e diffidenza nei bagnanti. Arpac, nell’ambito di controlli supplementari, ha effettuato nei giorni scorsi ulteriori indagini nell’area del litorale domitio-flegreo, per verificare la presenza di tensioattivi nelle schiume e di fitoplancton nel caso di colorazione anomala delle acque, ma, ad oggi, non si sono avuti esiti sfavorevoli anche se sono stati misurati milioni di cellule litro per alcune specie microalgali, comunque non tossiche per l’uomo.