La recensione di Luigi Pace : “CHIAVI” di Vincenzo Scalzone

Cercando un libro che mi accompagnasse durante la quarantena, ho trovato, fresco di stampa, CHIAVI di Vincenzo Scalzone

di LUIGI PACE

Cercando un libro che mi accompagnasse durante la quarantena, ho trovato, fresco di stampa, CHIAVI di Vincenzo Scalzone.

Alla sua prima pubblicazione letteraria, l’autore Vincenzo Scalzone (nato a Caserta nel 1973), avvocato civilista e giudice onorario di pace, dà voce alla passione letteraria che negli anni ha sempre coltivato, sin dalla gioventù, attraverso la pubblicazione di articoli su giornali e settimanali locali, come, tra gli altri, Osservatorio Cittadino di Aversa.

Il testo è piacevole e la scrittura scorrevole, facile da leggere, specie in un momento in cui la testa è fin troppo appesantita dai bollettini pomeridiani della Protezione Civile e dai continui approfondimenti scientifici, politici ed economici della prima e della seconda serata.

L’autore da’ una sua “chiave di lettura” della vita e, sembra, dell’amore, attraverso la storia dei personaggi che si avvicendano l’uno l’altro, vivendo varie esperienze le quali, lette in una sequenza unitaria, rappresentano il percorso di vita dello stesso protagonista, Piero, di cui conosciamo lo spirito avventuroso della giovinezza, l’intraprendenza e la capacità di districarsi in situazioni complicate sin da ragazzino, la crescita interiore fino alla maturità e al finale a sorpresa.

I racconti sono insoliti e offrono la possibilità di attraversare un cinquantennio,  dal XX e XXI secolo, ricordando l’epoca degli anni ’80, quando gli studenti si avventuravano in viaggi-premio con zaino in spalla, senza bancomat ne telefonini, imparando a gestire il badget consegnato loro dai genitori che li accompagnavano premurosi alla stazione dei treni,  e giungendo fino ai giorni nostri, in cui le chiavi della vita vengono ricercate in vecchi documenti ritrovati in un cassetto.

In questo libro mi ha sorpreso l’approccio all’amore. L’autore non si preoccupa di accontentare il lettore con banalità, mielosità e lezioni di vita, ma, al contrario, ne guarda con concreto realismo sia l’aspetto consumistico dei ragazzi in cerca di avventure estive da raccontare al rientro dalle vacanza che quello opportunista e disincantato dei protagonisti delle “chiavi per il cuore”.

Ciononostante, non perde di vista, a suo modo, il rispetto per la figura femminile, a volte vista quasi con tenerezza, altre come musa ispiratrice altre come vittima altre ancora come fredda calcolatrice, ponendosi in linea con l’atteggiamento di una società sì sensibilizzata al mondo femminile, ma per certi versi ancora impreparata.

E’ qui che il protagonista svela il suo conflitto tra l’ammirazione, il rispetto e l’affetto per la donna e la estrema difficoltà di prescindere dalla visione della stessa come un oggetto di conquista, da lasciar lucidamente andare, in in caso di divergenza con un’utile e arcaica gestione della relazione, nella quale l’unica vincitrice è Marina, morbida, silenziosa e premurosa compagna di vita.