di Maria Perillo
MARCIANISE. Ha quarantanove anni la donna che, per risolvere un grave inestetismo, si è rivolta a due strutture sanitarie.
Stando a quanto affermato dal suo legale, i due interventi hanno aggravato la condizione della donna, motivo per cui, il caso verrà portato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la prima udienza ad ottobre.
Nel 2010 la donna fu sottoposta ad intervento di lipoaspirazione e lipofilling, mentre due anni dopo a quello di liposuzione e lipofilling.
A quanto pare, il secondo intervento è stato una diretta conseguenza del primo in quanto si era notata una distribuzione anomala del grasso corporeo.
Tre anni dopo, in sede di colloquio psicologico all’ ospedale di Caserta, la donna faceva presente una malformazione conseguente ai due interventi.
Il suo legale, Luca Supino Di Lorenzo, fa valere il principio della presunzione del rapporto causale del danno con l’errata condotta professionale in quanto l’intervento, non solo non ha apportato migliorie ma ha causato un peggioramento dello stato fisico della paziente. Danno che va addebitato ai sanitari che l’hanno avuta in cura.
Si evidenziano anomalie anche nella documentazione pre intervento, nel dettaglio, a detta del legale, il consenso informato posto alla paziente non risulta compilato in ogni sua parte.