NAPOLI. Figura anche l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, tra le persone condannate in primo grado ieri 16 marzo 2018 dal Tribunale di Roma nell’ambito del processo sulla P3 che, per i giudici, fu un’associazione segreta finalizzata a condizionare il funzionamento di organi costituzionali. Cosentino è stato condannato a 10 mesi per diffamazione e violenza privata. Nell’ambito del filone sulla diffamazione nei confronti dell’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, anche l’ex assessore regionale della Campania e sindaco di Pontecagnano (Salerno) Ernesto Sica è stato condannato a 10 mesi. I giudici hanno disposto che Caldoro, come da lui richiesto in sede di costituzione di parte civile, riceva da Sica e Cosentino un risarcimento simbolico di un euro.
La loggia segreta della P3 è esistita per davvero: o almeno, così la pensano i giudici della nona sezione penale del Tribunale di Roma. Otto condanne in tutto, altre assoluzioni e un impianto che dopo 17 anni di lunghi processi, false piste e retroscena riportano alla realtà presente la possibile verità di una loggia massonica segreta che operava nella politica italiana. Una condanna di 6 anni e mezzo di reclusione per Flavio Carboni (uomo d’affari) e 4 anni e 9 mesi per l’imprenditore Arcangelo Martino, secondo il report dell’Ansa: così hanno stabilito i giudici nelle sentenze di ieri mattina che invece hanno deciso di assolvere Denis Verdini, ex senatore di Ala, per la medesima accusa di loggia massonica contro la legge Anselmi sulle società segrete. Per l’ex collaboratore di Berlusconi resta invece l’accusa, con condanna ad un anno e 3 mesi più multa di 600mila euro, di finanziamento illecito ma viene del tutto assolto dall’accusa di massoneria.
Fino al 2010 è esistita la P3, un’associazione per delinquere caratterizzata dalla segretezza degli scopi che, agendo in violazione della Legge Anselmi del 1982, puntava da un lato a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali dello Stato, degli enti amministrativi e locali e dall’altro a procurarsi finanziamenti con il coinvolgimento di imprenditori terzi a investire nel settore delle fonti di produzione dell’energia rinnovabile»: così i giudici del Tribunale romano, secondo quanto riporta Repubblica. Tra i vari condannati della nona sezione penale di Roma, figurano nomi importanti come Nicola Cosentino (ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi e uomo forte in Campania per Forza Italia), che prende 10 mesi di reclusione, ma anche l’attuale sindaco di Pontecagnano Ernesto Sica, già assessore regionale della Campania. Entrambi figuravano con l’accusa di diffamazione e violenza privata ai danni di Stefano Caldoro, il candidato presidente della Regione Campania fino al 2015; tra gli altri condannati (sempre a un anno e 10 mesi), anche il presidente di un Consorzio, Pinello Cossu, e Ignazio Farris. Quest’ultimo era stato nominato direttore generale dell’Arpa ma secondo i pm, tale nomina essendo avvenuta in violazione dell’articolo 19 della legge della Regione Sardegna n.6/2006, non sarebbe risultata valida. Tra i reati invece prescritti figura quella di abuso d’ufficio che era imputata all’ex Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, neo-eletto alla Camera con Forza Italia.