Nuova Ordinanza Regionale. Niente di nuovo per le sale gioco legale, sacrificate ingiustamente in nome della Ludopatia

La chiusura delle agenzie non eliminerebbe la piaga della Ludopatia, causerebbe invece un pericoloso calo occupazionale.

Caserta. Fra poche ore il Presidente della Regione Vincenzo De Luca emanerà una nuova ordinanza che, come annunciato dallo stesso De Luca nella diretta web di oggi , venerdì’ 5 giugno, sancirà ulteriori diminuzioni delle misure ristrettive per molte attività commerciali . I locali di ristorazione, per esempio potranno restare aperti fino alle 2 .00 cosi come i bar e i locali della movida. Resta invece l’obbligo per i gestori di tali attività la vendita di alcolici da asporto non oltre le ore 22. Nei locali potrà tornare ad esserci musica e animazione anche se sarà vietato montare impianti acustici all’ esterno dei locali stessi per evitare assembramenti.

Tutto questo sarà gia’ possibile dal prossimo fine settimana, mentre probabilmente da lunedi’8 giugno riapriranno ,anche se con precise regole da rispettare , teatri e cinema.Dalla prossima settimana inoltre,sarà possibile organizzare convegni e riunioni ,anche in questo caso naturalmente ci saranno delle regole alle quali attenersi.

Insomma Vincenzo De Luca l‘ aveva promesso:” nel giro di pochi giorni apriremo tutto e per sempre“. Promessa mantenuta anche se in tutte queste riaperture sembra sia stato dimenticato un settore che ad oggi conta un numero altissimo di dipendenti ,fra gestori e collaboratori che rischiano seriamente il posto di lavoro.

Stiamo parlando delle sale di gioco legale sulle quali  sembra ci sia una grande confusione : la nascita delle scommesse , quelle intese come il pronostico delle partite di calcio , basket, tennis ecc. ecc., risale agli anni 80 quando si chiamavano “ clandestine” perchè non erano legalizzate ed erano gestite totalmente dalla malavita organizzata. Quel fenomeno ebbe un grandissimo successo a tal punto che già in quegli anni il montepremi del totocalcio ( gioco di scommesse riconosciuto dal Governo) subi’ un significativo ribasso. Successivamente lo Stato decise di legalizzare questo tipo di attività e da qui la nascita delle numerose agenzie di gioco legale che nei fatti hanno solo il compito di  fungere da tramite fra lo scommettitore e le concessionarie che restano le uniche società a gestire il tutto. Stiamo parlando per intenderci di compagnie come l’ Eurobet, la Goldbet e tante altre ancora.

Alla luce di tutto questo crediamo sia davvero fuori luogo associare  la ludopatia, vera piaga dei nostri tempi, a questo tipo di attività che in questo momento da’ lavoro a piu’ di 100.000 famiglie Italiane. La Ludopatia è una padologia molto complessa e va combattuta in modo concreto e soprattutto mirato. Le concessionari di gioco, giusto per restare a tema , di questi tempi stanno continuando a lavorare on-line con tanto di quote e soprattutto con tanto di scommettitori .D’ altronde, lo stesso Stato nelle settimane scorse ha riattivato il lotto e il gratta e vinci entrambi i giochi rappresentano “terreno fertile” per i ludopadici.

Crediamo , perchè non viviamo sulla luna , che il problema sia da affrontare a monte . Esistono “giochi pericolosi” come le slots machines, meglio conosciute come macchine mangia soldi , che vanno combattuti e probabilmente eliminati , esiste una tipologia di giochi virtuali su i quali è giusto fare un ampio ragionamento e importanti considerazioni ,esiste poi la ludopatia che va combattuta con strutture adeguate . Non va mai dimenticato che un cronico scommettitore trova sempre il modo per giocare, questo è un dato di fatto non certo una supposizione.

Le sale di gioco legale rappresentano nient’ altro che  un’ occupazione per tantissime persone le quali in seguito a tante ore di lavoro, spesso anche nei giorni festivi, riescono a portare a casa il minimo indispensabile per vivere dignitosamente. La chiusura delle stesse non eliminerebbe di certo il fenomeno ludopatia , sarebbe invece, a nostro avviso, semplicemente un assist per la malavita organizzata che avrebbe la possibilità di riappropriarsi di un gioco da lei stesso ideato.