Ogni nuovo imperatore dopo Traiano,veniva salutato dal Senato con l’augurio:Possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano.
Quiv’ era storïata l’alta gloria
del roman principato, il cui valore
75 mosse Gregorio a la sua gran vittoria;
Questa è una parte del Canto X del Purgatorio di Dante,che entrando nella I Cornice,osserva gli esempi di umiltà tra cui quella di Traiano. Dante e Virgilio dopo aver oltrepassato la porta del Purgatorio, sentirono che si richiudeva creando un forte stridore ,guardandosi bene da guardare indietro,ascoltando le indicazioni datagli dall’angelo guardiano. Il maestro avverte a Dante di avanzare piano evitando le sporgenze più aguzze. Alla fine del sentiero,i due poeti si ritrovano nella I Cornice del Pugatorio,luogo dove si sconta il peccato capitale più grave che è quello della superbia. Dante si accorge che all’ingresso ci sono dei bassorilievi di marmo bianco,che raffigurano esempi di umiltà. Dante dopo aver osservato i primi due esempi di umiltà,si accorge che proprio vicino a Micòl, c’è un’altra storia che rappresenta la gloria dell’Imperatore Traiano,che secondo la leggenda diffusasi nel Medioevo,Traiano venne accolto in paradiso(dove Dante lo colloca al VI Cielo di Giove),perchè papa Gregorio,venuto a conoscenza di un atto di umiltà e giustizia compiuto dall’imperatore pagano,pregò intensamente per la sua salvezza fino ad ottenerla. Traiano è raffigurato a cavallo,in procinto di partire per la campagna dacica, allorchè viene fermato da una vedova che gli chiede giustizia per la morte del figlio ucciso. Traiano non si scompone dicendo che avrebbe adempito questo compito,al suo ritorno,ma la donna gli rispose che sarebbe anche potuto non tornare e Traiano a sua volta le rispose che in quel caso ci avrebbe pensato il suo successore. A quel punto, la vedova gli fa notare che in quel modo, la promessa fatta ,non l’avrebbe mantenuta perchè anche se le fosse stata resa giustizia,non sarebbe per merito suo. Traiano smonta da cavallo e adempie al suo dovere. Ecco la grande virtù che “mosse Gregorio a la sua gran vittoria”. Dante arriva nel VI Cielo di Giove, dove viene invitato a osservare con il suo occhio, gli spiriti giusti,quelli che compongono la figura, sono i più degni in assoluto. I 5 componenti sono:,Traino,Ezecheria,Costantino,Guglielmo il Buono e Rifeo. L’Aquila spiega a Dante perchè questi 5 componenti sono i beati più degni in assoluto. Dante rimase stupito quando l’aquila gli rivelò che Traiano e Rifeo,due pagani,sono tra i beati del Paradiso e l’Aquila,che aveva letto il dubbio nella sua mente,gli spiegò che Traiano dopo la morte,andò nel limbo,poi fu richiamato in vita per le intense preghiere di Gregorio,dove in questa vita breve,credette in Cristo,ottenendo la salvezza. Per quanto riguarda Rifeo,compagno di Enea,ottenne il dono della grazia divina,fu sommamente giusto in vita,cosa che gli permise di avere la conoscenza della Redenzione, e dal quale rinnegò il paganesimo venendo battezzato. Dante capì che la giustizia divina,non comprensibile alla mente mana,poteva concedere la salvezza anche a personaggi che nessuno si sarebbe mai aspettato.