di TACCO di GHINO
Roma- Circa trecento i Delegati venuti da tutta Italia per celebrare all’Hotel Mariot di Roma il congresso straordinario del Partito Socialista Italiano: sovrastante sulla intera platea la foto di Filippo Turati.
Ma perché Turati e non Craxi? Abbiamo posto la domanda ad uno degli addetti ai lavori, il quale ci ha risposto in modo consono:” Turati era un socialdemocratico mentre Craxi era un seguace di Pietro Nenni”.
Ha aperto i lavori dell’assemblea congressuale, Giovanni Crema, che ha dato la parola al segretario provinciale del PSI di Roma, Oreste Pastorelli , il quale , dopo aver ringraziato i presenti , ha invitato il partito a sciogliere il nodo delle alleanze indicando al Consiglio Nazionale PSI un percorso politico fondato su accordi con le forze laiche e progressiste.
Ha preso poi la parola il vice ministro Riccardo Nencini, che ha ringraziato Pia Locatelli, per l’apporto che ella sta dando in Europa, ed ha lanciato una stoccata a Renzi su talune problematiche che i socialisti non hanno condiviso, come la sconfitta del governo, divenuta, alla fine, una questione personale tra il popolo e il singolo segretario uscente del Partito Democratico.
“Turati e Gobetti, ha detto Nencini, capirono che divisi andavano incontro ad una sconfitta, ed oggi questo si ripete, visto che il Congresso straordinario si è tenuto sostenendo una solo tesi, quella di maggioranza, e mettendo all’angolo Area Socialista ,di Aldo Potenza , e Risorgimento Socialista, di Stefano Ribelle Longo”.
Questi i temi trattati : il lavoro, le disuguaglianze sociali, la legge elettorale, la sicurezza ed in ultimo l’alleanza con le forze di centro, con i radicali, con i Verdi, con la Meloni e con il Partito Democratico, qualora Matteo Renzi si dovesse confermare Segretario Nazionale Pd.
Tanti gli interventi improntati sulla linea politica del PSI e sulla incompatibilità tra cariche ministeriali e segretario nazionale del PSI.
Tensione all’interno dell’assemblea si e’ avuta con l’intervento della compagna Sabrina Turano di Agrigento che ha parlato di lavoro precario, di disoccupati, di inoccupati e di contratto delle forze di polizia municipale. A questo punto il buon Riccardo è andato via, facendo arrabbiare la siciliana che tutta stizzita voleva abbandonare i lavori congressuali.
Ha inviato i saluti anche l’ex Presidente della Repubblica Napolitano. Molte donne iscritte al partito hanno denunciato con i loro interventi la scarsa partecipazione femminile in seno agli organismi del PSI . Sul punto e’intervenuto anche qualche autorevole esponente della Puglia che ha lanciato strali contro la gestione Nencini, chiedendo un cambio generazionale ai vertici del partito ed una effettiva parita’ al suo interno tra maschi e femmine.
Tanti gli esponenti dei vari partiti, Turco dei Radicali, Beato dei Verdi, il presidente dell’Arcigay, Della Vedova del Pd , Scotto ex SI oggi MPD, e perfino il rappresentante del PSI di uno stato africano.
Domani previsti gli interventi di Barbagallo, Segretario Generale dell UIL, Peppino Inglaro,la Bonino, Cicchitto e Nannicini.
Intanto nella prima serata già le prime defezioni per il Congresso Nazionale : all’opera il paciere Mauro Del Bue per cercare di ricucire qualche strappo nel Molise e in Campania. Presente al completo la delegazione della provincia di Caserta, con il consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere, Gaetano Di Monaco e con il ritorno di Gianfranco Corvino, chiamato dalla commissaria provinciale Maria Luisa Chirico e dal consigliere regionale Enzo Maraio.
Presenti anche i compagni di Orta di Atella, Ziello e di Caserta Raffaele Piazza, mentre assenti i compagni di Pignataro Maggiore e San Prisco.
“Alla faccia, della democrazia interna”, così ha esclamato un compagno di Napoli, ricordando a Nencini che le mozioni delle minoranze vanno messe ai voti, così come si faceva negli anni 70, 80 e 90.Turati non può coprire le magagne di Nencini con la sua foto, mentre la fine del PSI in Italia è alle porte, come è accaduto in Francia ed in Olanda. Di chi le responsabilità?