San Nicola la Strada – Rotonda oltraggiata
San Nicola 12 luglio 2017
Di Fiore Marro
Sono arrivato in questo paese, a San Nicola per la precisione, all’età di 7 anni; venivo dalle montagne di Cervinara e devo ammettere che al primo impatto piansi, ero abituato alla “cortina”, cioè allo spazio collettivo che dividevano in comune alcune famiglie, dove noi ragazzini potevamo giocare fino a tarda sera, coperti da questa sorta di tutela a metà strada tra la presenza continua delle madri e le mura amiche attorno; ritrovarmi in un posto dove a dividere casa mia con il resto del paese c’era una strada lunghissima, che tutti chiamavano il Vialone, fu un piccolo psicodramma, che ebbe però modo di svanire nel giro di pochi giorni; arrivarono i primi compagni, le partite a pallone infinite, su quei campi organizzati alla meno peggio, con i libri di scuola a fare da porte; vivere e vedere crescere i propri figli in questo luogo, dove i miei hanno tra l’altro fatto la prima comunione, per poi intravedere la famosa Rotonda pian piano migliorare, abbellirsi di alberi, di fontane, di panchine, di strutture per giocare, di spazi curati, così bella da avere il piacere di soffermarsi, chiacchierare a modo di Agorà con gli amici, godersi la copertura naturale delle piante, che proteggono dai forti raggi solari estivi… un bellissimo biglietto da visita per gli autisti di passaggio, per gli amici che vengono a trovarci da altri luoghi, forse troppo perfetto per durare a lungo, e infatti non è durata.
Senza per questa volta tirare in ballo lo straniero invasore, che pare sia diventato agli occhi dei più, l’unico colpevole di tutto il degrado che sta attanagliando l’Italia e con essa i piccoli centri come appunto San Nicola, questa volta la storia è un’altra, una storia triste, autoctona, di generazioni senza più nessun amore per la propria città, senza ricordi, al punto oltraggiare qualsiasi luogo, senza ritegno, come sta capitando appunto al parco di cui sopra. Panchine divelte, buste e lattine varie sparpagliate per l’intera area, rifiuti organici e puzza di urina un poco ovunque, ora pare sia diventato, come in quei famosi parchi americani del Bronx, luogo dove regolare i conti, come lo scambio di accoltellamento accaduto neanche qualche giorno addietro tra persone, si dice, natie di San Nicola.
Capisco che le forze dell’ordine siano costrette a mansioni più delicate, come per esempio multare chi è sprovvisto di assicurazione dell’auto o patente scaduta, cosa assai pericolosa, comprendo pure che la priorità resta quella di multare chi supera certi limiti di chilometro orario, ma ogni tanto una sbirciatina contro chi oltraggia il sito in questione non guasterebbe, augurandosi che non sia un esercizio troppo faticoso per l’arma che avrebbe il dovere di svolgere tale compito.
Sarebbe oltremodo impossibile tornare ai fasti del poco che avevamo negli anni 70, ma almeno un minimo di decenza e di decoro urbano per questo giardino, dove stazionano per giocarci, bambine e ragazzini, dove ristorano anziani in pensione, abitanti della zona, sarebbe doveroso. Potrebbe quindi essere arduo il mio pensiero, ma la speranza di salvaguardare almeno se stessi e il passato se non esaltante ma perlomeno normale della nostra comunità, rimane una necessità imprescindibile per ritenersi ancora uomini fortunati.
San Nicola vivat.
