di TACCO di GHINO
San Prisco- In piazza Padre Verazzo, all’angolo della strada che porta a Casagiove, e’ istallato un segnale stradale all’altezza di m. 1.70 al punto che non permette al titolare dell’esercizio commerciale adiacente di poter scaricare frutta e verdura.
Ma non e’ tutto. Il segnale, cosi’ come e’ posizionato, risulta essere molto pericoloso anche per i passanti che vanno ad imbattersi in esso. Lo stesso proprietario del suindicato negozio solo per una questione di fortuna non ha riportato lesioni alla testa.
Se malauguratamente questo fosse avvenuto, chi, poi, avrebbe dovuto pagare ?
Certamente , alla fine, l’intera collettivita’ di San Prisco.
Già in citta’ vi sono alcuni truffaldini che dalla mattina alla sera si ingegnano, consigliati da alcuni avvocati della provincia di Caserta per chiedere risarcimento danni alle amministrazioni comunali.
Il procedimento e’ semplice : studiano la posizione e lo stato di tombini, buche stradali, segnali stradali per poi chiedere , in caso di incidente, il pagamento dell’indennizzo all’ente pubblico.
Si tratta di una situazione che viene da lontano , subita, inevitabilmente, dai Sindaci Alessandro Abbate , Antonio Siero, ed attualmente da Domenico D’angelo.
Ma perche’ l’ufficio tecnico, guidato dal valente architetto Di Rienzo, non prova a rileggere qualche relazione dei comandanti dei vigili andati in pensione, come Giuseppe Violante e Stanislao Apuleo?
E la magistratura quando interviene per adottare i dovuti provvedimenti con questa banda di specializzati in Infortunistica Stradale supportati da studi legali, non locali, ma della provincia di Caserta.
Si dice che siano ” avvocati e periti in quel di Santa Maria Vetere e Casagiove”. Un invito alla locale Caserma dei Carabinieri guidata dal coraggioso e valente Matteo Monaco, comandante della stazione. Speriamo che nelle prossime ore qualche pentito o confidente vada a colloquiare con gli addetti ai lavori o presso il Commissariato di Polizia di Santa Maria Capua Vetere.