San Tammaro. DOMENICO BOVIENZO : ” LA REGGIA DI CARDITELLO E’ ORMAI ANDATA PERSA “

di Giovanna Paolino

San Tammaro. ” La Reggia di Carditello e’ ormai andata persa “. Con queste amare parole, il Dott. Domenico Bovienzo, Agronomo, commenta il persistente stato di abbandono in cui versa la Reggia borbonica costruita nel 1787 , per volonta’ di Ferdinando IV, da Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli.

” Credo  che , in realta’, non vi sia alcuna volonta’ di recuperare e di riqualificare il sito- continua Domenico Bovienzo- La riqualificazione di Carditello  dovrebbe passare necessariamente attraverso una filiera istituzionale che coinvolga in modo sinergico il lavoro di enti , strutture museali, universita’ e , in particolar modo, la Facolta’ di Agraria, centri di ricerche e sperimentazioni. Invece, ancora oggi, il Parco della Reggia  e’ sommerso da erbacce e da una situazione di incuria  vergognose”.

” E’ inaccettabile – precisa- che tutti i lavori di ristrutturazione del sito , gia’ preventivamente programmati , siano ancora fermi . Il fabbricato della Reggia versa in stato di abbandono , ne’ tantomeno viene concesso a professionalita’ od organizzazioni esterne di intervenire per contribuire al recupero di un gioiello architettonico e culturale che meriterebbe rispetto e tutela e non degrado ed incuria “.

Da tempo, avversato anche da molti , il Dott. Domenico Bovienzo si batte per la Reggia di Carditello, chiedendone ad alta voce la riqualificazione e la valorizzazione.

Il 9 settembre 2016 il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, d’intesa con il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha nominato il Professor Luigi Nicolais Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello.

Nel giugno 2018 Roberto Formato, di Novara,  è  stato nominato nuovo  direttore della Fondazione Real Sito di Carditello, selezionato dal CdA tra quaranta candidati Il bando è stato indetto subito dopo le dimissioni di Angela Tecce che ha lasciato Carditello per la guida del ‘Servizio II’ alla Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e periferie urbane del Mibact.

” Sarebbe opportuno – dichiara Domenico Bovienzo -che incarichi legati alla valorizzazione e alla riqualificazione di Carditello siano conferiti a professionalita’ del nostro territorio. Ma come si puo’ accettare una simile situazione ?  Come si puo’ accettare che Carditello muoia mentre Dirigenti  , che non conoscono la nostra cultura e il nostro territorio,  sembrano procedere senza alcuna programmazione valida per l’intero territorio”.

Al momento , non e’ stata  ancora convocata neanche la Fondazione.

” Voglio ricordare – aggiunge- che la Reggia di Carditello doveva essere, nei programmi stabiliti dal Ministero, un volano per l’agricoltura: oggi , invece, nonostante i vari Presidenti e Direttori, nonostante il Mibact , Carditello e’ solo un volano di abbandono. Il decollo di Carditello puo’ avvenire solo con una sinergia di tutte le forze del territorio in campo. Come si puo’ parlare di riqualificazione del sito se non si procede ad eliminare , anche con processi di tecnotrasformazioni , le varie discariche che circondano la Reggia ? E cosa dire del sistema viario e di illuminazione intorno alla stessa ? Praticamente nullo o , nella migliore delle ipotesi, osoleto , proprio laddove , negli anni ’60 si diputavano gare di Formula 1 “.

Parole, quelle di Domenico Bovienzo,  che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione.

Un messaggio inequivocabile che  egli lancia a tutte le Istituzioni.

Ci chiediamo : il nuovo Direttore, che viene da Novara, e’ a conoscenza di queste problematiche  o pensa che i problemi di Carditello, e , quindi, di San Tammaro, si possano risolvere  allevando pecore nel parco della Reggia che fungano da ” potatori ” delle ormai  ben radicate erbacce ” ?