Stir. Il ministro Costa, “Il C.P.O.S.P. dia risposte ai cittadini”. Brancaccio (PSI), “Mirra fornisca documentazione idonea”

Secondo incendio in meno di 12 mesi per lo Stir di Santa Maria Capua Vetere. Lo scenario che ieri,  intorno alle 5 del mattino, le 5 squadre di Vigili del Fuoco, con decine di autobotti al seguito, e provenienti da tutti i distaccamenti della provincia di Caserta hanno incontrato è stato impressionante. Dal 2006 al 2009 questo impianto era presidiato da squadre dei Vigili del Fuoco.

Già nella notte del 1 novembre del 2018 un capannone strapieno di rifiuti già trattati e pronti per essere inviati al termo-valorizzatore di Acerra, prese fuoco. In quella occasione il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, generale Sergio Costa, disse “Siamo sotto attacco. Il territorio lo è. Tutti noi cittadini lo siamo. Un altro incendio, sempre più grande, sempre nello stesso territorio. E sempre in un impianto di stoccaggio di rifiuti“.

Territorio martoriato e non solo quello della provincia di Caserta. Un 2018 tremendo. Il 26 ottobre era andata in fumo la Lea srl di Marcianise. A fine settembre un incendio si era sviluppato nella zona industriale di Pignataro Maggiore. Il 23 agosto era toccato allo Stir di Casalduni. Il 25 luglio invece era toccato alla Di Gennaro di Caivano. In luglio alla Bruscino di San Vitaliano. Il 12 gennaio alla Ilside di Bellona, già bruciata nel 2012 e nel 2017.

Dichiarazioni forti quelle del ministro Sergio Costa, a seguito dell’ultimo incendio di ieri. “Non esiste al mondo che vada a fuoco un impianto pubblico di stoccaggio dei rifiuti, soprattutto ora che lì transitavano flussi straordinari a causa del blocco di Acerra. Ed è il secondo rogo nello stesso impianto in un anno. – dice il ministro Sergio CostaC’è una norma dello Stato, la norma Sibilia, che impone a tutti gli impianti di stoccaggio dei rifiuti l’approvazione e la realizzazione di piani di emergenza interni ed esterni. Ritengo necessario che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dia le risposte ai cittadini. Mi aspetto riscontri puntuali: erano stati realizzati? L’impianto era inserito nella lista dei siti sensibili? Era dovutamente controllato? Come mai pare che non ci fossero telecamere? Ognuno deve fare la sua parte ed è fondamentale che si faccia rispettare la norma. Sono in continuo contatto con la prefettura di Caserta.

Questo nuovo incendio è un attacco criminale al sistema ma soprattutto alla salute dei cittadini. Come ministro dell’Ambiente sto concentrando la nostra attenzione in azioni puntuali per fermare i roghi che ogni giorno attanagliano la vita di magliaia di abitanti della Terra dei Fuochi. Ma non possiamo controllare anche gli impianti. Pretendiamo che questi siano costantemente monitorati. Adesso si provveda a fare un controllo di tutti gli altri impianti e non solo nella provincia di Caserta ma anche nelle altre province campane.”

Il responsabile nazionale Ecomafie ed Ecoreati del Partito Socialista Italiano, Francesco Brancaccio, dichiara quanto segue – “Le dichiarazioni del ministro Costa si sposano perfettamente con le nostre denunce. Le domande che si pone sono le stesse che noi abbiamo puntualmente sottolineato. Anche alla Festa a Fano. Non dobbiamo e non possiamo stare in silenzio davanti a questi crimini. Prima di ogni cosa dobbiamo tutelare la salute dei cittadini. Bisogna far chiarezza su questo ennesimo incendio. Inaccettabile apprendere che il capannone oggetto del rogo non era video sorvegliato, soprattutto dopo un primo incendio accaduto nel 2018. Spero e mi auguro che il presidente ATO Rifiuti e sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra, riesca a fornire in tempi rapidi documentazioni idonee per risolvere tale mistero.”