Supereroine e femminismo nella presentazione di domenica 25 novembre del romanzo di Danjel Maraniello “Riveter” al Firefly Diner a San Prisco.

articolo di F.O.

Danjel Maraniello, è un autore casertano che all’attivo ha un’antologia horror 3:33 e la pubblicazione di un racconto lungo di fantascienza Mario. Questa settimana ha pubblicato Riveter , il suo primo romanzo, che parla di supereroine che combattono il crimine vestite come le icone del femminismo degli anni ’40. Il libro, con la bellissima copertina realizzata da Sara “Sax” Guidi, sarà presentato domenica 25 novembre, al Firefly Diner di San Prisco alle 17. Noi l’abbiamo incontrato e intervistato.

Riveter è il tuo primo romanzo dopo una raccolta di racconti horror (3:33) e la pubblicazione in formato ebook di un racconto lungo di fantascienza. Per questo tuo nuovo esordio hai di nuovo cambiato genere scegliendo di affrontarne uno abbastanza di nicchia, almeno per il settore dei libri, quello supereroistico. Di che cosa parla il tuo nuovo romanzo (supereroi a parte)?

Riveter è un romanzo di supereroi e femminismo. Parto dal concetto prettamente fumettistico del “what if”, ovvero “cosa sarebbe successo se…”. Questo “elseworld” nasce dalla domanda “cosa sarebbe successo se i supereroi fossero realmente esistiti?”, dato che questo aspetto era già stato mostrato nell’opera di Alan Moore Watchmen io ho deciso di voler esplorare un aspetto più fantasioso, restando fedele ai toni della Golden Age supereroistica, mostrando un’America più influenzata dal buonismo, più vicina al sogno utopico americano degli anni ‘50 dove barriere come diversità e parità di genere sono state già smontate. Questo, però, è solo il contesto narrativo. In breve, per quanto riguarda la trama, Riveter parla del percorso di una ragazza qualunque, Dalhia, classica “reginetta del ballo”, alla scoperta della sua identità. La protagonista quando scopre che sua madre veste i panni di Suffragette, una supereroina vestita come Rosie the Riveter (noto manifesto di propaganda femminista), ogni sua convinzione comincia a vacillare e si ritrova senza uno suo scopo nel mondo. La vicinanza di Riot, supereroina giovane, ribelle e impulsiva, l’aiuterà ad avvicinarsi alle risposte che sta cercando. Ovviamente, come ogni storia di supereroi che si rispetti, c’è un cattivo. Un villain che è coinvolto nell’industria del sesso e dello sfruttamento.

Chi sono le eroine del tuo romanzo?

Come già detto, Suffragette è l’identità adottata dalla madre di Dalhia, una supereroina che ho voluto rappresentare come perfetto incrocio tra Rosie the Riveter e Black Canary della DC Comics. Ad affiancarla c’è Riot, la “Robin” della situazione per intenderci, colei che si contende l’eredità del ruolo di Suffragette assieme a Dalhia. Le due protagoniste sono l’una diametricalmente opposta all’altra e allo stesso tempo simili. Due eroine che lottano per una causa, a vista loro, andata a perdersi in una società che sembra dare oramai per scontato: il valore della propria identità. Riot combatte contro la mentalità patriarcale, Suffragette per la libertà di scelta.

Nonostante i tuoi eroi sembrino ancora ancorati alla Golden age, hai scelto per i personaggi del tuo romanzo di usare una formula cara a quella del compianto sceneggiatore e co-creatore del fantastico universo Marvel Stan Lee, ossia: supereroi con super problemi…

A dire il vero ho inserito un po’ di concetti cari sia alla casa delle Meraviglie che alla DC. I miei sono eroi che ispirano la gente e la società al bene, o quantomeno a valori che possono essere considerati tali. Il supereroe con superproblemi è comunque un concept adottato anche dalla “concorrenza”, avvicinare il lettore a problemi reali, rendendo così facile l’ immedesimazione è comunque alla base di una narrazione più coinvolgente ed evita il rischio di risultare pomposo tale da ricadere nel trash.

Sei un uomo e hai scritto un romanzo che tu chiami “femminista” nell’era del politically correct. Come ti sei approcciato al tema, soprattutto come sei riuscito a scriverne senza sembrare quello che si imbuca alle feste e rovina l’atmosfera leccando il culo a tutti cercando di essere notato e inserirsi in qualche discussione?

Lo definisco femminista per una ragione: smontare la convinzione che il femminismo sia l’opposto di maschilismo. Il femminismo è anzitutto un movimento politico, non un ideale vero e proprio, rappresenta uguaglianza e pari diritti. Spostandoci di contro ad un discorso ideologico, siamo tutti esseri umani e le emozioni sono tali. Le emozioni non hanno sesso, non c’è stata alcuna difficoltà nel trasporre certi argomenti in quanto non si discostano molto da un discorso prettamente legato alle emozioni. Ho una scrittura emotiva, incentro le mie storie sulle emozioni e nascono da sé.

Parlaci della presentazione di domenica 25 novembre

Domenica 25 novembre alle ore 17 c’è il lancio ufficiale del libro. Non è una data scelta a caso, dato che il 25 è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e non c’è una data significativa per presentare  Riveter. La presentazione, organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Virgina Moon, sarà al Firefly Diner di San Prisco e ci saranno tante cose interessanti, dai gadget abbinati all’acquisto del libro (che costa solo 5 euro!) , alla musica e al buffet gratis. Assieme a me ci saranno Maria Rosaria Ferrara in veste di moderatrice e Jen V Blossom a creare la giusta atmosfera con la sua musica. Queste altre sorprese che non voglio rivelare ancora. Vi aspetto tutti domenica alle 17, al Firefly Diner di San Prisco.