di GIOVANNA PAOLINO
Quale futuro per il turismo a Caserta e nella sua provincia ?
La domanda puo’ sembrare banale e ripetitiva alla luce dei reiterati programmi e progetti di riqualificazione del turismo sbandierati dalle varie istituzioni , molte volte anche in modo strumentale.
Eppure, questa domanda oggi piu’ che mai attende risposte alla luce del fatto che colui il quale si era battuto per modificare la disciplina del turismo campano, e dunque, casertano , e’ attualmente in regime di custodia cautelare per la ben nota vicenda di appalti e camorra , che nei giorni scorsi ha coinvolto 69 ” colletti bianchi ” della regione Campania.
Stiamo parlando di Pasquale Sommese , ex Assessore al Turismo della Giunta Regionale di Vincenzo De Luca, che, nel 2014, subito dopo l’insediamento, propose e fece approvare dal Consiglio Regionale la Legge sul Turismo , che prevedeva l’istituzione dell’Agenzia Turistica, la valorizzazione delle Associazioni Pro Loco, l’istituzione di nuovi servizi di Informazione e Accoglienza turistica (SIAT) ,al fine di migliorare la comunicazione e la promozione turistica, ad esempio con la Carta dei Servizi turistici, che avrebbe dovuto definire l’offerta ed il livello essenziale dei servizi.
Sta di fatto che tutto questo non e’ accaduto.
Con decreto del presidente della giunta regionale n. 183 del 04-08-2016 i Commissari degli enti turistici della regione Campania sono stati sostituiti da un Commissario liquidatore unico, o SuperCommissario, l’Arch. Mario Grassia già dirigente presso la Direzione Generale Programmazione economica e Turismo.
Sta di fatto che , a tutt’oggi, l’ Architetto Grassia non ha ancora provveduto ne’ a sciogliere i precedenti enti turistici ne’ ad attivare la costituzione dell’Agenzia Regionale del Turismo.
Il decreto di nomina, inoltre, stabilisce che il SuperCommissario, inoltre, avrebbe dovuto costituire , insieme con il Sindaco della citta’ di Caserta, il cosiddetto Ambito sulla base della stipula di una convenzione, appunto , per ambito territoriale. Il tutto per promuovere non solo il turismo legato alla Reggia di Caserta ma alla intera citta’ di Caserta.
Neanche questo adempimento normativo e’ stato espletato.
L’unica cosa certa e’ che la Regione Campania ha prorogato di altri sei mesi all’Architetto Grassia la nomina di Commissario Liquidatore Unico per il Turismo.
Fino ad oggi, per la provincia di Caserta, abbiamo assistito solo a chiacchiere senza alcun contenuto.
Un esempio e’ dato dalla costituzione del Consorzio Appia Casertana, al quale hanno aderito le seguenti pro loco : Pro Loco di Arienzo, Pro Loco di Santa Maria a Vico, Pro Loco Polis di San Felice a Cancello, Pro Loco di Messercola – Forchia, Pro Loco Marthianisi di Marcianise, Pro Loco Marcianise, Pro Loco Botteghino di San Felice a Cancello, Pro Loco di Castel Morrone, Pro Loco di Portico di Caserta, Pro Loco Real Sito di San Leucio di Caserta, Pro Loco del Trivice di San Clemente di Caserta, Pro Loco di San Marco Evangelista, Pro Loco di Capua, Pro Loco di Capodrise e Pro Loco Spartacus di Santa Maria Capua Vetere.
Dopo la soppressione dell’Ept – Ente Provinciale per il Turismo – contemplata proprio dalla legge Sommese, le Pro Loco sono rimaste allo sbando : esse avrebbero dovuto essere coordinate dalla Agenzia Regionale per il Turismo, che , come gia’ detto, non e’ stata costituita. Il Consorzio Appia Casertana dimostra in modo inequivocabile la volonta’ delle Pro Loco di interagire con soggetti privati, associazioni ed enti per la promozione del turismo. Ma, ricordiamolo,si tratta di una iniziativa lasciata alla ” buona volonta’ ” dei soggetti che l’hanno messa in atto . Dove sono la Regione Campania , il SuperCommissario Grassia e l’Agenzia Regionale per il Turismo ? In che modo le Istituzioni preposte danno applicazione alla legge Sommese ?
Discorso a parte va fatto per la Reggia di Caserta . Il Direttore Mauro Felicori conferma il suo talento di Manager : la Reggia, a prescindere dal suo immenso valore culturale , e’ un ” pacchetto turistico ” che egli riesce a vendere come il piu’ esperto degli imprenditori.
Fin qui tutto bene se non fosse che il turismo al sito vanvitelliano non ha niente a che vedere con il turismo casertano. La Reggia di Caserta e’ una sorta di Repubblica di San Marino all’interno della citta’ dalla quale e’ completamente decontestualizzata.
Non si riesce a comprendere per quale ragione non si e’ ancora proceduto alla attivazione dell’infopoint presso la Stazione Ferroviaria di Caserta , iniziativa , questa , che il Direttore Felicori aveva annunciato gia’ nello scorso mese di febbraio.
“La stazione ferroviaria di Caserta- aveva spiegato Felicori – sarà la porta di ingresso allo storico edificio e uno dei punti di forza del rilancio turistico del Palazzo reale”.
A tutt’oggi niente di fatto e i numerosi turisti affluiscono alla Reggia anche attraverso una convenzione stipulata tra la Direzione del Museo e il Centro Commerciale Campania di Marcianise . Insomma, una specie di accordo che porta i visitatori della Reggia Outlet a visitare anche la Reggia di Caserta, una sintesi tra sacro e profano.
La citta’ di Caserta e l’intera sua provincia , pero’, continuano a rimanere fuori dai grandi sistemi turistici in attesa della applicazione di una legge regionale , mai tradotta in fatti ed espressione di una classe politica sulla quale oggi indaga l’autorita’ giudiziaria.
Rimangono il silenzio e l’omerta’ di quanti , preposti a ruoli istituzionali, non denunciano il fallimento del turismo in provincia di Caserta segnato proprio dalla ratio della legge Sommese e dalla sua mancata applicazione.