Università/Appello di 800 docenti e ricercatori per la riapertura degli Atenei

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Ripiegare sulla didattica a distanza per una parte consistente degli studenti per altri sei mesi è una sconfitta che implica la rinuncia alla ragion d’essere dell’Università e la mette in discussione” si legge nella lettera

Firenze, 10 giugno 2020 – “Il DPCM del 4 marzo 2020 ha disposto la chiusura delle Università su tutto il territorio nazionale. Dapprima prevista fino al 18 marzo, la chiusura si è protratta senza soluzione di continuità fino ad oggi.

Si riapre la mobilità fra Regioni, Sono state assunte misure per la progressiva riapertura di fabbriche, uffici, esercizi commerciali, enti pubblici, e anche dei luoghi di ritrovo e di socializzazione, ma nessuna misura relativa alla riapertura delle Università. Si sono studiati (fortunatamente) protocolli per far svolgere in sicurezza gli esami di Maturità in presenza, ma non gli esami universitari delle sessioni estive.

Temiamo che quando si dice che “conviene” proseguire l’insegnamento in modo prevalentemente telematico fino a gennaio 2021, si pensi che l’istruzione superiore italiana conti meno delle vacanze in spiaggia, dell’aperitivo al bar, del giro al centro commerciale. Temiamo che dietro questo atteggiamento ci sia piuttosto una concezione della funzione dell’istruzione superiore che riteniamo inaccettabile.
Crediamo sia sbagliato ritenere che la presenza fisica degli studenti nelle Università sia tranquillamente sostituibile con i corsi telematici e la Didattica a Distanza. In questo senso guardiamo con preoccupazione anche alle diverse soluzioni ‘blended’ su cui insiste in tutte le occasioni pubbliche il Ministro dell’Università Gaetano Manfredi.

La didattica telematica rischia di rivestire di tecnologico un modello vecchio di università. Dalle sue origini medioevali ai modelli anglosassoni (i campus), oggi gli atenei italiani sono un luogo fisico che offre a docenti, ricercatori e studenti una esperienza intellettuale fortemente formativa, intesa a stimolare e far interagire le loro intelligenze.

In un mondo in cui le “informazioni” si trovano sul web, le università garantiscono l’educazione al senso critico, alla capacità di selezionare le informazioni per risolvere specifici problemi, e soprattutto a porne di nuovi. Devono provare l’impresa titanica di garantire, nell’epoca della rete, l’habeas mentem dei ragazzi che le frequentano. E questo è un compito che si può assolvere solo attraverso l’esperienza della vita universitaria: il senso critico e la creatività nell’uso del sapere si possono insegnare e apprendere, ma non meccanicamente “trasferire”. Il compito delle Università è, a nostro parere, insegnare “a”, insegnare “come”, non insegnare nozioni. A partire da queste considerazioni riteniamo che ripiegare sulla didattica a distanza (per una parte consistente degli studenti) per altri sei mesi sia una sconfitta che implica la rinuncia alla ragion d’essere dell’Università e apre la strada alla messa in discussione delle Università (al plurale)”.

Estratto della lettera inviata da 877 docenti e ricercatori degli atenei italiani al Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica Gaetano Manfredi

Promotori
Costanza Margiotta (Università di Padova), Emilio Santoro (Università di Firenze), Enrica Rigo (Università di Roma 3), Emanuele Conte (Università di Roma Tre), Alberto di Martino (Scuola Superiore Sant’Anna Pisa), Geminello Preterossi (Università di Salerno), Anna Cavaliere (Università di Salerno)

Primi firmatari
Gaetano Azzariti, Università Sapienza di Roma, Giuseppe Zaccaria, Università di Padova, Carlo Galli, Università di Bologna, Vincenzo Cerulli Irelli, Univ. Sapienza Roma, Adriano Prosperi, Scuola Normale Pisa, Carla Faralli, Università di Bologna, Massimo Firpo, Università di Torino, Paolo Cendon, Università di Trieste, Luca Illetterati, Università di Padova, Tania Groppi, Università di Siena, Laura Bazzicalupo, Università di Salerno, Carmen Leccardi Università di Milano Bicocca, Giovanni Dosi, Scuola Sant’Anna Pisa, Baldassare Pastore, Università di Ferrara, Alessandro Ferrara, Università di Roma Tor Vergata, Mauro Magatti, Universtià Cattolica di Milano, Antonio Varsori, Università di Padova, Riccardo Guastini, Università di Genova, Alessandro Somma Università di Ferrara, Alberto Lucarelli, Università di Napoli, Ugo Mattei, Università di Torino, Alessandra Facchi, Università statale di Milano, Aldo Schiavello, Università di Palermo, Elisabetta Grande, Università del Piemonte Orientale, Francesco Margiotta Broglio, Università di Firenze, Enrico Grosso, Università di Torino, Luigi Pannarale, Università di Bari, Gianluigi Palombella, Scuola Sant’Anna Pisa

In allegato: la lettera al Ministro Manfredi

Per aderire: https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/ministro_ministro_delluniversita_e_della_ricerca_s_riapertura_delle_universita_/details/

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