Vitalizi, Verdi: da PD segnale importante per arginare questi inaccettabili privilegi

“Il segretario nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha dato un segnale importante per ciò che riguarda l’annosa vicenda dei vitalizi chiedendo al Senato di votare la legge senza modificarne il testo. E’ una posizione che condividiamo perché consente di arginare questi insopportabili privilegi, obbligando tutti a il sistema contributivo. Un primo passo che può ridurre le distanze tra politica e cittadini. Lo hanno dichiarato Francesco Emilio Borrelli e Fiorella Zabatta, componenti dell’Esecutivo nazionale dei Verdi e Gianluca Carrabs coordinatore nazionale del Sole che Ride.

«Da quando sono entrato in Consiglio regionale ho deciso di portare avanti una battaglia contro quelli che considero ingiusti privilegi, nella consapevolezza che bisogna tener conto delle leggi e della spada di Damocle della Corte costituzionale che considera molti di quei privilegi diritti acquisiti su cui non si può intervenire, evitando battaglie inutili che non portano a nulla di concreto, ma solo a farsi un po’ di pubblicità a buon mercato». Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ricordando i risultati ottenuti nella guerra contro quelli che considera privilegi: «L’abolizione dell’una tantum di 30.000 euro che era prevista in caso di morte di un Consigliere nel corso della consiliatura e la pubblicazione dei nomi dei beneficiari e l’importo dei vitalizi che ricevono».

«Ora la nostra battaglia – ha aggiunto Borrelli – punta a ottenere l’eliminazione della norma che garantisce la reversibilità del vitalizio e l’obbligo per chi ha due o più trattamenti economici di questo tipo di fare una scelta perché è inaccettabile che una stessa persona possa cumulare tanti introiti del genere». Un esempio? «Alcuni casi limite come quello di Abdon Alinovi, un politico novantaquattrenne, che è stato eletto nella I e II legislatura del Consiglio regionale della Campania, dove è rimasto dal 1970 al 1976, anno in cui è stato eletto alla Camera dove è poi rimasto per quattro Legislature, fino al 1992; permanenze che, a quanto si apprende, gli permettono di ricevere da oltre trent’anni il vitalizio dalla Regione Campania e, dal 1976, quello della Camera».