Reggia di Caserta, progetto di riqualificazione della Via d’Acqua e sostituzione del primo filare di lecci. Il Gruppo 31 agosto, nato per sostenere la cittadinanza attiva nella tutela della Reggia e del suo Parco, patrimonio UNESCO dal 1997, interviene nuovamente sulla vicenda legata all’annunciato abbattimento dei 750 lecci dei due filari interni della Via d’Acqua, comunicato dalla Direzione della Reggia il 7 luglio 2023 nell’ambito di un progetto di recupero e valorizzazione.
Secondo il Gruppo, la decisione contrasta con l’obiettivo primario della Direzione: tutelare l’immagine storica del complesso vegetale secondo i principi del restauro conservativo e nel rispetto delle aspettative culturali e ambientali dei cittadini, come richiamato dalla Convenzione di Faro. Per questo, già nel 2023 il Gruppo aveva chiesto di sospendere la procedura di gara e avviare un confronto tecnico per individuare soluzioni alternative al taglio integrale.
La proposta di abbattimento ha generato una vasta opposizione: cittadini, associazioni ambientaliste, gruppi social, cultori della storia locale e diversi organi di stampa hanno espresso perplessità. Anche i deputati Cerreto, Iorio e Zinzi hanno presentato interrogazioni parlamentari. La Sovrintendenza, in prima istanza, non ha espresso parere favorevole ai sensi dell’art. 21 del Codice dei beni culturali.
Il Gruppo 31 agosto ritiene che la sostituzione totale dei lecci non sia condivisibile né sul piano tecnico né su quello economico. La sostituzione puntuale delle piante morte o compromesse è infatti il criterio adottato da oltre 250 anni per mantenere il quadruplice filare progettato da Vanvitelli. Il bosco artificiale della Via d’Acqua, oggi disetaneo, conserva esemplari ultracentenari e ha già visto numerose sostituzioni senza alterare l’effetto paesaggistico originario. L’abbattimento integrale comporterebbe inoltre un danno erariale, vanificando i recenti lavori di potatura e profilatura.
Sul piano ambientale, la rimozione di 750 alberi ad alto fusto ridurrebbe la qualità dell’aria, la capacità di drenaggio del suolo e i servizi ecosistemici garantiti dagli alberi adulti, non paragonabili a quelli offerti da giovani esemplari. La zona interessata, prossima a vie trafficate, scuole e all’ospedale, rende ancora più rilevante la valutazione dell’impatto.
Il Gruppo richiama anche la sentenza del Tribunale di Torino del 30 maggio 2024, che ha bloccato l’abbattimento di 240 aceri in Corso Belgio, riconoscendo che la riduzione dei servizi ecosistemici incide negativamente sulla salute e sul benessere delle persone. Il giudice ha disposto un cronoprogramma di almeno cinque anni e ha affermato il principio “alberi uguale diritto alla salute”, segnando un punto di svolta nel rapporto tra amministrazioni e verde urbano.
Nel novembre 2025 il Gruppo ha informato il Ministro della Cultura, e il sottosegretario Lucia Borgonzoni ha effettuato un sopralluogo alla Via d’Acqua incontrando anche una delegazione dei cittadini. La mobilitazione ha coinvolto associazioni, comitati, dibattiti pubblici, articoli di stampa e una petizione online che ha raccolto quasi diecimila firme.
La recente pubblicazione della procedura di gara per la sostituzione dei 750 lecci e la presentazione di un esposto alla Corte dei conti da parte di gruppi ambientalisti fanno ritenere che gli uffici non siano stati pienamente informati dei precedenti.
Il Gruppo 31 agosto chiede quindi che la Direzione della Reggia, in autotutela, revochi l’avviso relativo al progetto di abbattimento e prosegua con la manutenzione ordinaria, sostituendo esclusivamente le piante morte o gravemente compromesse.