La Nazionale Spagnola vince la Coppa del Mondo sconfiggendo l’Argentina di Messi (al suo ultimo torneo mondiale, probabilmente).
Non sono mancate le polemiche, l’ultima delle quali ce la si aspetta nelle prossime ore quando (magari giustamente) ci si lamenterà dell’eccessiva durata della pausa tra primo e secondo tempo: ben 27 minuti, a fronte dei 15 previsti dal regolamento FIFA, per trasformare l’evento in una specie di Super Bowl in salsa calcistica.
In tutto ciò la notizia positiva è la vittoria Spagnola perché sinceramente non se ne poteva più della retorica sull’Argentina super favorita, su Milei, su Diego Maradona tirato in ballo ogni tre per due dai telecronisti, dai tifosi del Napoli che tifano Argentina solo perché “Diego ha vestito l’azzurro partenopeo”, e direi anche basta nel dipingerlo come il guerriero che lottava contro il sistema e che ha dato riscatto al Sud (per questa visione invito i lettori a recuperare l’articolo relativo a Maradona sul nostro sito). Non se ne poteva neppure più della telecronaca molto teatrale e poco tecnica, per non dire vergognosa, di Adani (a proposito: dategli dei sali così si riprende), dei favori arbitrali all’Argentina, delle “invasioni di campo” da parte della politica Trumpiana e non se ne può più nemmeno della gestione Infantino della FIFA.
Non se ne può più nemmeno di Messi e di Cristiano Ronaldo con la loro “amicizia” con Trump (che a sua volta ha accennato il suo balletto idiota al momento della premiazione) e nessuna parola spesa a riguardo del genocidio in Palestina.
Lunga vita invece a chi si espone e prende posizione pubblicamente senza alcun timore: Lamine Yamal con la bandiera palestinese, il primo ministro spagnolo Sanchez e Guillermo del Toro tra i tanti.