di Redazione
CASERTA – La manifestazione contro l’impianto e tutte le polemiche che hanno tentato di sollevare i sostenitori del progetto consentono di fare qualche riflessione. In primo luogo sulla partecipazione. L’evento di sabato, a memoria di chi fa militanza tra centri sociali e comitati da decenni, è stato il più condiviso di sempre. Istituzioni, associazioni, movimenti, comitati e partiti, di tutti gli orientamenti, sono scesi tutti in piazza con una loro delegazione contro questo dissennato progetto e ancora di più sono quelli che hanno aderito alle ragioni del comitato contro l’impianto. Fino a un anno fa, sono convinto che sarebbero scesi in piazza anche Marino, De Michele e Tresca. Questo ci porta alla seconda riflessione sulla coerenza. Sarei più cauto, se fossi il segretario del Pd, a parlare di qualunquismo. Qualunquista è chi svende la propria città ad interessi tutt’altro che trasparenti o chi si mantiene coerente con sé stesso, con le proprie dichiarazioni e con le proprie azioni? Peggio dei qualunquisti ci sono sono gli opportunisti e questa città sta lentamente morendo per colpa dell’opportunismo e dell’ipocrisia. Vincenzo De Luca, il Governatore delle fritture di pesce, si permette di chiamare i casertani fessi perchè non sanno valorizzare i propri beni. Finanziare un impianto davanti la Reggia, caro Governatore delle fritture, significa essere peggio dei fessi. Volevano trasformare il Comune in una ‘casa di vetro’ ma spingono i sindaci dei comuni vicini a scendere in piazza per contro atti amministrativi che in una città normale non supererebbero il vaglio degli uffici competenti. Il terzo passaggio di questo complesso ragionamento è per il Direttore della Reggia Mauro Felicori. Finora si è sottratto al dibatti e al confronto anche se è parte in causa in quanto il suo parere sarà richiesto dalla conferenza dei servizi che sarà convocata quando il sindaco e il Pd la faranno finita con questo teatrino del non detto e del non visto. Cosa intende fare Felicori? Ci piacerebbe saperlo. Speranza per Caserta vuole la concretezza di un flusso turistico stabile che possa creare prosperità per tutta la città. Per questo motivo Speranza è scesa in piazza, mentre Marino, Tresca e De Michele no”.