Concorsi truccati nelle FF.AA., una decina di indagati chiedono il rito abbreviato

Tra questi ci sono Giuseppe Zarrillo, 54 anni originario di Marcianise ma residente a Capodrise, dipendente civile del Ministero della Difesa, Giuseppe Claudio Fastampa, 55 anni, i generali Ciro Fiore, 70 anni, e Luigi Masiello, 68 anni. Al centro delle indagini, il concorso per il reclutamento di 2013 volontari in ferma prefissata (VFP4) bandito nel 2016 nell’Esercito.

Sono almeno una decina gli indagati nell’inchiesta sui concorsi truccati per entrare nelle FF.AA. che hanno chiesto di essere processati col rito abbreviato. Tra questi ci sono Giuseppe Zarrillo, 54 anni originario di Marcianise ma residente a Capodrise, dipendente civile del Ministero della Difesa, Giuseppe Claudio Fastampa, 55 anni, i generali Ciro Fiore, 70 anni, e Luigi Masiello, 68 anni. Al centro delle indagini, il concorso per il reclutamento di 2013 volontari in ferma prefissata (VFP4) bandito nel 2016 nell’Esercito.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo tutela mercato della Guardia di Finanza e coordinata dal Pm Giancarlo Novelli con il procuratore aggiunto Rosa Volpe e il procuratore capo Giovanni Melillo, vide finire sotto inchiesta 16 persone su richiesta della Procura di Napoli. Associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di atti coperti da segreto d’ufficio, ma anche millantato credito, truffa aggravata ai danni dello Stato, millantato credito, ricettazione. Sono queste le accuse mosse nei confronti di alcuni ufficiali superiori dell’Esercito finiti al centro di una inchiesta sul traffico di informazioni per facilitare l’accesso nei ranghi dei carabinieri, aeronautica militare, Marina militare e Capitaneria di Porto.

Secondo l’accusa, almeno 43 concorrenti sono risultati vincitori grazie agli illeciti, di questi 39 hanno potuto indossare la divisa, trenta dell’Esercito, cinque dell’Aeronautica Militare, quattro dalla Marina Militare e della Capitaneria di Porto. Era di 15mila euro il prezzo da pagare per l’assunzione assicurata nelle forze armate truccando il concorso. Il “prezzario” è uno dei particolari emersi dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli. Uno dei 15 destinatari delle misure cautelari emesse dal Gip di Napoli, è un ingegnere informatico.

Tra i destinatari figura anche un dipendente civile del ministero della Difesa che ricopre anche una carica sindacale (è lui l’indagato finito in carcere), quattro militari dell’Esercito, uno della capitaneria di Porto, due ex volontari dell’Esercito, un ispettore in congedo della Guardia di Finanza, un colonnello. A far scoprire l’illecito è stato un altro giovane che ha dato l’avvio all’indagine della Guardia di Finanza su mandato della Procura di Napoli.