Con un comunicato, indirizzato a vari uffici tra cui la Soprintendenza, ASL Caserta, Comune di Caserta, Provincia di Caserta e ARPA Campania, la Regione Campania ha avviato quello che sembrerebbe l’iter conclusivo per poter iniziare la costruzione dell’impianto di biodigestione anaerobica che dovrebbe sorgere lungo la località di Ponteselice.
Questo quanto accaduto nelle ultime 48 ore cerchiamo di capire meglio: nella serata di ieri, la Direzione Generale per Ciclo Integrato delle acque e dei rifiuti Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali della Regione Campania, ha pubblicato la comunicazione con la quale si avvia il procedimento per la verifica dell’assoggettabilità dell’impianto alla V.I.A. (Valutazione impatto ambientale) in quella che è l’area interessata, appunto l’area ASI in Località Ponteselice. La verifica di assoggettabilità (o screening) è una procedura finalizzata ad accertare se un piano o un programma debba o meno essere assoggettato alla procedura di V.A.S. – Valutazione Ambientale Strategica. La VAS è obbligatoria per piani e programmi che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale e che sono elaborati per la valutazione e gestione della qualità dell’aria, per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti etc. Entro 30 giorni, chi interessato, può far valere le proprie “osservazioni”.
Ma appena rieletto Sindaco di Caserta, l’avvocato Carlo Marino, ha più volte dichiarato di voler cambiare localizzazione all’impianto, da Ponteselice in altra località, e di voler istituire un tavolo tecnico con la Regione Campania, estendendolo e dando voce anche a tutti quegli organi associativi che in tutti questi anni hanno contestato la scelta di Ponteselice. Ma ad oggi, di questo tavolo non c’è neanche l’ombra.
In tutta sincerità a questo punto non ci troviamo più con i conti. È sempre più forte in noi, in questa telenovela, la sensazione che la macchina per la realizzazione dell’impianto di rifiuti a circa 800 metri dalla Reggia di Caserta sia partita e nessuno possa più fermarla.
Anche i sindaci dei vari comuni limitrofi pare siano contrari alla istituzioni del predetto impianto che continua a generare discussioni sia per la sua ubicazione sia per la sua fattibilità effettiva