Mondragone. 9 Maggio : l’Isiss ” N. Stefanelli ” celebra l’Europa

Il Dipartimento di Diritto e di Economia promuove una iniziativa di informazione consapevole relativa alla nascita delle istituzioni europee

Mondragone. L’ Isiss  ” N. Stefanelli ” festeggia l’Europa. Il Dipartimento di Discipline Giuridiche ed Economiche dell’ istituto di Via Rocca dei Dragoni, guidato dal Dirigente Scolastico Prof.ssa  Giuseppina Casapulla, promuove, per il giorno 9 maggio 2019, una iniziativa di informazione consapevole relativa alla nascita delle istituzioni europee.

A darne notizia la Coordinatrice del Dipartimento di Discipline Giuridiche, Prof.ssa Marta Landolfi, la quale  dichiara : ” Il nostro istituto ha inteso  celebrare la pace e l’unita’ in Europa il giorno 9 maggio data del 69mo anniversario della storica dichiarazione  di Schuman. In occasione di un discorso a Parigi, nel 1950, l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman ha esposto la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, per l’appunto la Comunita’ Europea, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee”.

Nella giornata del 9 maggio le classi IV e V dell’Isiss ” N. Stefanelli” si recheranno in Aula Magna dalle ore 11.00 alle ore 12.10 dove  insieme con i  Docenti del Dipartimento di Diritto ed EconomiaProff. Marta Landolfi, Giuseppina Graziano, Teresa Carlotta Papa, Enrico Pastore, Giuseppe Mitrano, Maria Grazia Vescuso–  terranno  un focus di  approfondimenti e  di riflessioni sulle dinamiche e sulle problematiche dell’ Unione Europea.
Gli alunni saranno accompagnati dai docenti in orario.

Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa- ha commentato il Dirigente Scolastico Giuseppina Casapulla– che apre il dibattito degli studenti sull’intramontabile valore della solidarieta’, essenza fondamentale di ogni democrazia.All’indomani della guerra i “padri fondatori” seppero realizzare una collaborazione economica, e poi politica, per ricostruire il continente dopo le distruzioni del secondo conflitto mondiale”.

L’iniziativa del Dipartimento di Diritto e di Economia- aggiunge Marta Landolfi –  vuole essere un tassello nella costruzione del concetto di cittadinanza europea che la scuola si propone di trasmettere ai giovani. Un senso di appartenenza tanto piu’ pregnante in vista delle imminenti elezioni europee del prossimo 26 maggio”.

Dopo la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, nasce  la prima Comunità europea (1951, Ceca), germe da cui sarebbe nata l’attuale Unione europea (1992). Lungo la bimillenaria storia dell’Europa, alcuni avevano tentato d’unire il continente con la forza. Molti avevano aspirato all’unità europea, ma nessuno aveva pensato all’unione politica dell’Europa attraverso la cessione di porzioni di sovranità nazionale per condividerla con altri Paesi amici all’interno di istituzioni sovranazionali.

La solidarietà – che significa “tutti assieme” – sarà il cemento che lega popoli e Stati.

La solidarieta‘ – spiegano i Docenti del Dipartimento di Diritto  dell’Isiss Stefanelli- esige sì che gli Stati siano rigorosi e responsabili nella gestione delle risorse di ogni Paese membro, ma altresì pretende equità nei confronti dei più deboli e dei più poveri. La solidarietà, se ben attuata, porta alla prosperità. La “messa in comune” della produzione di ferro e acciaio e, successivamente, la realizzazione di una comunità economica (Cee, 1957), di un unico mercato, la libera circolazione delle merci e dei capitali, un’unica moneta sarebbero state messe al servizio dell’uomo”.
Per unire l’Europa si scelse la strada dell’armonizzazione delle economie. Attraverso “piccole realizzazioni”, passo dopo passo, si sarebbe arrivato all’unità politica.

Questa è l’Europa proclamata da Robert Schuman il 9 maggio 1950.

Oggi, mentre gli equilibri geo-politici stanno cambiando sotto i nostri occhi, l’Unione europea ha bisogno di una reinvenzione del suo modello istituzionale ed economico, di un nuovo patto sociale, di una comune politica migratoria. Si notano distacchi prevalenti tra i valori fondanti la prima Comunità e la memoria. Creandosi questo divario, si profilano difficoltà, disagi, disorientamenti, ricerca confusa di qualcosa di diverso.

Robert Schuman, questo umile artigiano di pace,- concludono i Docenti del Dipartimento–  fece irruzione nella storia come un profeta che indica a un popolo la strada della pace con la sua voce che, come recita un aforismo ebraico, “fa sprizzare scintille divine dalle pietre”: dall’odio, dalla discordia, dalla lotta fratricida, Schuman ha fatto spuntare germogli di pace e ha tradotto la speranza di milioni di donne e uomini in un concreto atto di fratellanza.
Questo atto appare oggi scontato, ma potrebbe diventare incerto se gli europei non raccogliessero la lezione del 9 maggio di sessantanove anni fa“.