SAN NICOLA LA STRADA. Francesco Nigro presenta nel Salone Borbonico il documentario storico “I giochi popolari di una volta”

SAN NICOLA LA STRADA

Francesco Nigro presenta nel Salone Borbonico il documentario storico “I giochi popolari di una volta”

SAN NICOLA LA STRADA – Sabato 12 maggio 2018, alle ore 18.30, nel salone del Real Convitto, sito in Piazza Municipio a San Nicola la Strada, sarà proiettato il documentario storico dal titolo: “I giochi popolari di una volta”, ideato da Francesco Nigro, tecnicamente realizzato da Biagio Pace, prodotto dall’Associazione di cultura e tradizioni popolari “Il Giardino”. Ad illustrare i giochi popolari (zompa rè rè ossia saltare sopra, ‘u strummolo ossia la trottola, t’ liscio e t’ foco ossia a nascondino, ‘u palo ‘e sapone ossia il palo della cuccagna, ‘a mazza e  piuzo ossia la lippa, ‘a nucelle ossia il gioco delle nocelle ecc.) sono voci narranti, allietate dai canti del gruppo musicale ‘A via ‘e Perruni. “I giochi popolari di una volta” – ha affermato Francesco Nigro, già Sindaco, scrittore e storico locale – “si svolgevano nella piazza e nelle strade del paese, nei cortili, sui gradini davanti alle case, nei vicoli e nei campi, all’aria aperta, senza fare spese, regalavano ai ragazzi e alle ragazze sani divertimenti e permettevano di sviluppare riflessi e agilità. Per costruire i giochi si utilizzavano i materiali che c’erano a disposizione. Il documentario ricorda e descrive le caratteristiche e le modalità di numerosi giochi, nei quali i ragazzi si trastullavano nei decenni passati, andati quasi tutti in disuso e addirittura cancellati dalla memoria. In pochi lustri si sono abbandonati giochi, che duravano da secoli, sostituiti da nuovi giochi elettronici, frutto della tecnologia e dell’epoca industriale. I ragazzi” – ha sottolineato Nigro – “non si sfidano più nei giochi tradizionali, ma sono intenti ad inviare messaggi con telefoni cellulari, a guidare ciclomotori, ad azionare computer e videogames. Il recupero dei giochi tradizionali rappresenta la riscoperta della propria storia e delle proprie radici. Riportare alla luce un mondo ludico che non esiste più, ma che ha svolto un ruolo importante nell’infanzia di una volta, significa” – ha concluso Nigro che crede moltissimo sul recupero delle tradizioni popolari – “fornire alle nuove generazioni una conoscenza vera e critica del contesto storico della loro vita e significa costruire un futuro che tenga conto, in qualche modo, del tempo che fu”.