Vertenza Jabil. I lavoratori chiedono diritti e verità

VERTENZA JABIL: AI LAVORATORI NON SERVONO BANDE MUSICALI, SERVONO RISPETTO, DIRITTI E VERITÀ

Abbiamo letto l’articolo pubblicato oggi sulla vertenza Jabil e riteniamo doveroso intervenire di fronte a una ricostruzione che appare lontana anni luce dalla realtà che centinaia di lavoratori stanno vivendo ogni giorno sulla propria pelle.

Nell’articolo si arriva addirittura ad affermare che i lavoratori dovrebbero ringraziare l’attuale proprietà “con la banda di musica”. Una frase che rappresenta un insulto nei confronti di chi continua a vivere nell’incertezza, di chi è stato colpito da provvedimenti disciplinari, di chi è stato licenziato e di chi, per aver adottato legittime azioni a tutela dei propri diritti, continua a subire discriminazioni e trattamenti penalizzanti.

I lavoratori non devono ringraziare nessuno.

I lavoratori hanno il diritto di esigere rispetto.

Fa sorridere leggere di operazioni straordinarie e di esempi virtuosi quando la realtà racconta ben altro. In meno di nove mesi la nuova gestione ha già licenziato quattro lavoratori, ha avviato una quantità impressionante di contestazioni disciplinari e ha utilizzato gli ammortizzatori sociali con criteri che USB ha più volte contestato e denunciato come discriminatori nei confronti di quei lavoratori che hanno esercitato un diritto riconosciuto dalla legge, ovvero l’impugnazione della cessione del rapporto di lavoro.

Questi non sono giudizi politici o sindacali. Sono fatti.

Fatti che abbiamo denunciato ai tavoli istituzionali e nelle sedi competenti.

Chi oggi si stupisce delle preoccupazioni e della mancanza di entusiasmo dei lavoratori dovrebbe ricordare da dove arriva questa vertenza. I lavoratori Jabil hanno già conosciuto sulla propria pelle promesse mai mantenute, piani industriali rimasti sulla carta e operazioni presentate come risolutive che si sono poi trasformate in fallimenti.

Hanno assistito alla drammatica vicenda degli ex colleghi Softlab, hanno vissuto la vicenda Orefice e hanno già subito una precedente cessione, quella verso Competence Emea, conclusasi nel peggiore dei modi.

Per questo motivo respingiamo con forza la narrazione secondo la quale i lavoratori dovrebbero semplicemente fidarsi e ringraziare.

La storia industriale di questo territorio insegna esattamente il contrario.

Se davvero qualcuno vuole essere giudicato, lo sarà sui fatti e non sulla propaganda.

Resta inoltre una domanda alla quale nessuno ha mai fornito una risposta credibile: se il progetto industriale era così solido e rivoluzionario, per quale motivo gli ammortizzatori sociali sono stati attivati fin dal primo giorno della nuova gestione?

Per quale motivo centinaia di lavoratori continuano a vivere tra cassa integrazione e incertezza?

Per quale motivo si continua a colpire chi rivendica i propri diritti?

Sono domande semplici che attendono ancora risposte.

È altrettanto grave che nell’articolo venga completamente omesso un elemento fondamentale: il piano industriale presentato dall’azienda è stato bocciato da tutte le organizzazioni sindacali presenti al tavolo attraverso due mancati accordi. Tutte le organizzazioni sindacali espressero forti perplessità e giudizi negativi su un progetto che, ancora oggi, continua a mostrare più ombre che certezze.

È inoltre evidente che la ricostruzione prospettata nell’articolo fa riferimento ad un’operazione della quale, con ogni probabilità, non si conoscono fino in fondo la genesi, la regia, lo sviluppo e le specifiche vicende che l’hanno caratterizzata nel corso degli anni.

Per questo motivo invitiamo calorosamente chi ha inteso rappresentare questa vicenda ad effettuare una ricostruzione completa, approfondita ed esaustiva dell’intera operazione, senza limitarsi a valutazioni superficiali o a letture parziali dei fatti.

Solo un’analisi che tenga conto di tutti i passaggi, delle responsabilità, degli impegni assunti, delle criticità emerse e delle conseguenze che tali scelte hanno prodotto sui lavoratori può consentire di esprimere giudizi equilibrati e aderenti alla realtà.

USB Industria Campania continuerà a denunciare ogni abuso, ogni discriminazione, ogni utilizzo distorto degli ammortizzatori sociali e ogni provvedimento ritenuto ingiusto nei confronti dei lavoratori.

Non accetteremo lezioni da chi tenta di raccontare una realtà diversa da quella che ogni giorno viene vissuta all’interno dello stabilimento.

Non accetteremo che vengano dipinti come ingrati lavoratori che stanno semplicemente difendendo la propria dignità.

Non accetteremo che vengano cancellate le responsabilità e le criticità che da mesi denunciamo pubblicamente.

Siamo inoltre pienamente disponibili, documenti alla mano, a dimostrare e approfondire ogni singola affermazione contenuta in questo comunicato. Tutto ciò che denunciamo è supportato da atti, verbali, comunicazioni aziendali, segnalazioni formali e iniziative intraprese nelle sedi istituzionali e competenti. Per questo motivo respingiamo qualsiasi tentativo di liquidare le nostre denunce come semplici opinioni o posizioni ideologiche.

Gli unici che meritano rispetto sono le lavoratrici e i lavoratori che continuano a resistere, a difendere i propri diritti e a non piegare la testa di fronte a pressioni, discriminazioni e ingiustizie.

USB sarà al loro fianco, come sempre, senza arretrare di un millimetro.

Comunicato dell’ USB Industria Campania