Comitato Macrico Verde: “No alla scuola nel Macrico, Marino compri e ristrutturi il palazzo della provincia sul Corso Trieste”

Il Comitato Macrico Verde: "Compri e ristrutturi il Palazzo della Provincia, rilanciando così una moribonda via come Corso Trieste"

A seguito della nota stampa dell’amministrazione comunale in cui comunicava l’intenzione di costruire un nuovo plesso scolastico in via Unità Italiana, in una zona della più vasta area dell’ex Ma.c.ri.co., il Comitato Macrico Verde si dichiara contrario al progetto avviato con la delibera approvata dalla Giunta comunale, ed invita il sindaco Carlo Marino ad abbandonare quello che per loro è l’ennesimo tentativo di riuscire a penetrare nell’area.  Il Comitato Macrico Verde consiglia il sindaco Marino a trovare altre soluzioni – “Compri e ristrutturi con poca spesa il Palazzo della Provincia, rilanciando così una moribonda via come Corso Trieste….”

Di seguito il comunicato integrale: “Ne abbiamo visti tanti cavalli di Troia inseriti nottetempo nel Macrico: musei, auditorium, case per artisti, laboratori senza gravità, parcheggi e adesso perfino una scuola. Che fantasia questo Marino ed i suoi cari assessori ed il manutengolo Biondi! Che fantasia! Come opporsi ad una scuola? E infatti non ci opponiamo, la scuola prima di tutto! Ma messer Marino non nel Macrico!

Compri e ristrutturi con poca spesa il Palazzo della Provincia, rilanciando così una moribonda via come Corso Trieste. Oppure ristrutturi  la sede di via Roma. Ma si sa Marino e i suoi padroni sono devoti del mattone e del calcestruzzo fresco!”

La Giunta comunale, su proposta del vicesindaco Franco De Michele e dell’assessore Alessandro Pontillo, ha approvato lo studio di fattibilità tecnica ed economica per un intervento pari a circa 5 milioni di euro e più, a cui farà fronte con contributi pubblici e con somme prelevate dal bilancio comunale.

Per dovere di cronaca ricordiamo che il Macrico, area di circa 330.000 metri quadri, è di proprietà dell’IDSC – Istituto Diocesano Sostentamento Clero, e il prezzo di 40 milioni di euro per la sua acquisizione fu concordato in un tavolo tecnico tra IDSC, il Comune di Caserta e la Regione Campania nel 2004. L’IDSC, per legge, pur volendo non può donare nessun bene immobile di sua proprietà.